Cassazione Penale, Sentenza n. 26770/2023 del 20/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza che ha rigettato l'opposizione alla confisca disposta ai sensi dell'art. 12-sexies I. n. 356 del 1992 e dell'art. 183-quater disp. att. c.p.p. Contestano che il giudice non abbia considerato gli elementi offerti dalla difesa volti a superare la presunzione di illecita accumulazione patrimoniale quanto ai beni intestati alla moglie e ai figli; censurano la ragionevolezza temporale dell'ablazione dei beni acquisiti nell'arco dei dieci anni anteriori alla consumazione del reato; e sollevano questioni di costituzionalità dell'art. 240-bis c.p. (per presunta natura punitiva e violazione degli artt. 3, 25 e 27 Cost.) e dell'art. 183-quater disp. att. c.p.p. (sulla competenza del giudice dell'esecuzione e la violazione degli artt. 24 e 111 Cost.).
La decisione
I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Il giudice ha esaminato preliminarmente le eccezioni di incostituzionalità ritenendo parte delle censure generiche e inammissibili e le altre manifestamente infondate. Si è affermato che la confisca allargata costituisce una misura di sicurezza patrimoniale, fondata su una presunzione relativa di accumulo illecito che l'interessato può contrastare con specifiche allegazioni; che l'estensione della confisca al patrimonio di terzi è possibile solo se risulta che l'apparente titolarità dipende dall'accumulo illecito del condannato; e che la competenza del giudice dell'esecuzione a disporre la confisca, in assenza di decisione del giudice di cognizione, è compatibile con la Costituzione. Il rimedio straordinario previsto dall'art. 625-bis c.p.p. è inapplicabile perché i ricorrenti chiedevano un riesame di valutazioni di diritto e di merito già compiute dalla Corte e non hanno dimostrato un errore di fatto percettivo. Condanna delle parti al pagamento delle spese e versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 12-sexies I. n. 356 del 1992
Disposizione storica che ha introdotto la confisca 'allargata' come misura di sicurezza patrimoniale, fondata su una presunzione relativa di illecita accumulazione, superabile mediante specifiche allegazioni del soggetto interessato
art. 240-bis c.p.
Norma successiva che mantiene in continuità il regime della confisca estesa; interpretata come misura di natura non penalmente sanzionatoria ma di prevenzione/ sicurezza patrimoniale, con presunzione relativa di pertinenza tra patrimoni
art. 183-quater disp. att. c.p.p.
Regola la possibilità che la confisca allargata sia disposta dal giudice dell'esecuzione quando il giudice di cognizione non abbia già provveduto; compatibile con il diritto di difesa perché è prevista l'opposizione con pieno contraddittorio
art. 182-quater disp. att. c.p.p.
Norma di recepimento che conferma la competenza del giudice dell'esecuzione a disporre la confisca in sede esecutiva, in coerenza con la giurisprudenza consolidata
art. 578-bis c.p.p.
Norma relativa alla retroattività delle disposizioni processuali aventi rilievo sostanziale; la Corte ha ritenuto non applicabile il principio evocato dai ricorrenti al caso della confisca allargata qui decisa
art. 625-bis c.p.p.
Rimedio straordinario consentito per correggere errori di fatto percettivi della Corte di cassazione; non vale per sindacare valutazioni giuridiche o di merito o omissioni non riconducibili a svista materiale
artt. 3, 24, 25, 27, 111 Cost.
Diritti costituzionali evocati: principio di ragionevolezza, diritto alla difesa, divieto di sanzioni degradanti e altri; la Corte ha ritenuto le censure generiche o infondate e ha confermato la compatibilità costituzionale delle norme applicate
Massime di principio
- La confisca allargata va interpretata come misura di sicurezza patrimoniale e non come sanzione penale: si basa su una presunzione relativa di accumulo illecito che l'interessato può cercare di superare con specifiche e concrete allegazioni
- La circostanza che beni siano intestati a familiari non esclude automaticamente la confisca se emerge che l'apparente titolarità è riconducibile all'accumulazione illecita del soggetto condannato
- Il giudice dell'esecuzione può disporre la confisca allargata quando il giudice di cognizione non abbia già provveduto, purché sia rispettato il limite dell'ambito cognitivo del giudice della condanna e sia garantito il contraddittorio tramite opposizione
- Le questioni di incostituzionalità devono essere specifiche e pertinenti al caso concreto; censure generiche o prive di rilevanza concreta sono dichiarate inammissibili
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è limitato agli errori di fatto di tipo percettivo (svista materiale) nella decisione di legittimità e non consente il riesame di valutazioni di diritto o di merito già compiute
- Nel giudizio di esecuzione, chi vuole opporsi alla confisca deve proporre elementi idonei, concreti e specifici per superare la presunzione di illecita provenienza; mere deduzioni generiche non bastano
- La mancata trattazione esplicita di singole deduzioni in una sentenza di legittimità non costituisce automaticamente errore di fatto se quelle deduzioni risultano implicitamente assorbite o incompatibili con la ratio della decisione
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