Sentenza n. 13650/2026 - Roma, Sezione 3T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, sezione lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2022/23 e 2023/24
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza chiedendo l’accertamento dell’inottemperanza del Ministero e l’adozione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza civile passata in giudicato. Tale sentenza aveva dichiarato il diritto del docente a usufruire della Carta elettronica del docente ai sensi dell’art. 1, comma 121, della l. 107/2015 per le annualità 2022/23 e 2023/24, condannando il Ministero a erogare complessivamente euro 500,00 mediante rilascio della Carta elettronica e accredito della somma secondo le modalità previste per il personale docente di ruolo. Il ricorrente ha dedotto l’inadempimento dell’Amministrazione. Il Ministero si è costituito con un atto di stile, senza fornire chiarimenti o indicazioni circa l’avvenuta corretta esecuzione del giudicato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che l’ottemperanza relativa a una sentenza del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro ha carattere meramente esecutivo e deve limitarsi all’accertamento del comportamento omissivo o elusivo dell’Amministrazione, senza integrare il contenuto del giudicato né svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Poiché il ricorrente aveva allegato l’inadempimento e il Ministero non aveva fornito alcun chiarimento o prova della corretta esecuzione della sentenza, il giudice ha condannato il Ministero a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. È stato nominato, per l’eventuale ulteriore inadempimento, il direttore generale del Ministero competente quale commissario ad acta, con facoltà di delega e senza compenso, da insediarsi dopo la scadenza del termine assegnato e da concludere l’intervento entro 90 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese processuali, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, rimborso del contributo unificato ove versato e distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato
La disposizione consente di esperire l’azione di ottemperanza per ottenere l’attuazione di una sentenza civile passata in giudicato e l’adempimento dell’obbligo dell’Amministrazione di conformarsi al relativo comando.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
È richiamato quale fondamento del diritto alla Carta elettronica del docente riconosciuto dal giudice ordinario nel titolo posto in esecuzione.
Massime di principio
- L’azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l’attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, anche quando quest’ultimo abbia deciso in funzione di giudice del lavoro, ai sensi dell’art. 112, comma 2, c.p.a.
- Quando l’ottemperanza riguarda una sentenza civile del giudice del lavoro, il giudizio amministrativo ha carattere meramente esecutivo: il giudice deve verificare l’esistenza di un comportamento omissivo o elusivo dell’Amministrazione, senza integrare il contenuto del giudicato o compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- A fronte dell’allegazione dell’inadempimento da parte del creditore del giudicato, l’Amministrazione deve fornire chiarimenti e indicazioni sulla corretta esecuzione del titolo; la mancata dimostrazione dell’adempimento giustifica l’accoglimento dell’azione di ottemperanza.
- In caso di mancata esecuzione entro il termine assegnato, il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il potere di sostituirsi all’Amministrazione inadempiente e, se necessario, di superare il dissenso di altre Amministrazioni coinvolte.
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