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Sentenza

Sentenza del 04/11/2021 n. 3337 - Comm. Trib. Prov. Caserta

Massima n. 121/2021 IVA - Operazioni oggettivamente inesistenti - Onere della prova

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Amministrazione contestava la deducibilità di costi e la detraibilità dell'IVA relativi ad operazioni ritenute oggettivamente inesistenti con la ditta "XXX" per l'anno 2015, sulla base di controlli incrociati e delle comunicazioni Spesometro; l'AA.EE. ha sostenuto che il fornitore era sostanzialmente una realtà solo cartolare e che le operazioni non erano state eseguite nella realtà.

La decisione

Il Collegio ha rigettato il ricorso: ha ritenuto che l'Amministrazione avesse fornito presunzioni semplici, plurime e concordanti sull'inesistenza delle operazioni e che la ricorrente non avesse fornito la prova positiva e concreta richiesta (es. copie dei DDT attestanti il trasporto/recezione delle merci, prove certe dei pagamenti riferibili alle forniture). Confermato l'accertamento per complessivi euro 74.572,55 (imposte, sanzioni, interessi e accessori) e condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.L. 31.5.2010, n. 78 (art. 21, "Spesometro")

    art. 21, d.l. 31.5.2010, n. 78

    Utilizzato dall'Amministrazione per reperire informazioni sulle operazioni commerciali e ricostruire i rapporti tra soggetti; fonte di dati per il controllo incrociato che ha alimentato le presunzioni sull'inesistenza delle operazioni.

  • Giurisprudenza consolidata della Cassazione

    Cass. n. 25775/2014; Cass. n. 23560/2012; Cass. n. 11514/2001; Cass. n. 12802/2011; Cass. n. 15228/2001; Cass. n. 1950/2007; Cass. n. 27840/2013

    Principio secondo cui l'Amministrazione ha l'onere di provare, anche mediante presunzioni semplici, che le operazioni non sono state effettuate; una volta fornita tale prova, grava sul contribuente l'onere di dimostrare la fonte legittima della deduzione/detrazione con prove positive. Inoltre la regolarità formale delle scritture e documenti di pagamento è considerata di scarsa rilevanza probatoria perché facilmente falsificabile.

  • Principio della "vicinanza della prova" (giurisprudenziale)

    Richiamato dal Collegio per spiegare che soltanto il contribuente può agevolmente fornire prove positive circa l'effettiva esecuzione delle prestazioni (es. DDT, documentazione di ricezione della merce, pagamenti tracciabili), sicché l'onere probatorio, dopo le presunzioni dell'Amministrazione, ricade su di lui.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione contesta operazioni come oggettivamente inesistenti, deve fornire elementi (anche presuntivi) che rendano verosimile l'inesistenza; non è sufficiente l'asserzione priva di riscontri concreti.
  • Se l'Amministrazione produce presunzioni sull'inesistenza, il contribuente deve fornire prove positive e dirette dell'effettiva esecuzione delle operazioni: DDT firmati, documenti di trasporto, ricevute di consegna, pagamenti tracciabili inequivocabilmente collegati alle forniture (es. bonifici con causale dettagliata).
  • La sola tenuta regolare della contabilità, la pesatura indicata nei listini o l'esibizione di assegni non sono prove decisive: strumenti non traccianti o senza legame causale certo possono essere considerati apparenti e facilmente falsificabili.
  • Per operatori esperti e di mercato è più elevato l'onere di diligenza: dove emergono segnali di anomalia sul fornitore (assenza di struttura, documentazione minima, rapporti riconducibili a soggetti terzi) è prevedibile che il controllo sfavorevole sia confermato se non si producono prove documentali robuste.
  • In sede preventiva, per ridurre il rischio di contestazioni, è buona prassi verificare l'esistenza e solidità dei fornitori, pretendere DDT e prove di ricezione, utilizzare pagamenti tracciabili e conservare corrispondenza e prove operative (magazzino, giacenze, movimenti di carico/scarico).

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