Sentenza del 04/11/2021 n. 1335 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Notifica di un avviso di liquidazione per €11.540 a fronte della cessione, da parte di XX Srl a XZ SpA, di un contratto di affitto di ramo d'azienda; l'Ufficio ha ritenuto applicabile l'aliquota proporzionale dell'1% ex art. 35, comma 10‑quater D.L. 223/2006 (convertito in L. 248/2006) perché il contratto ceduto sarebbe un "fitto di azienda" con componente immobiliare >50%. Il notaio ha contestato (i) difetto di valida sottoscrizione dell'avviso, (ii) violazione del principio di alternatività IVA/registro (art. 40 DPR 131/86) e (iii) falsa applicazione dell'art. 31, comma 1 TUR (DPR 131/86). In primo grado la CTP aveva accolto il ricorso ritenendo che si trattasse di cessione di contratto di affitto di ramo d'azienda, effettuata tra soggetti IVA e dietro corrispettivo, dunque prestazione soggetta a IVA con conseguente applicazione dell'imposta di registro in misura fissa; l'Agenzia ha appellato sostenendo la natura di "affitto di azienda" con componente immobiliare prevalente.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che aveva dato ragione al notaio. Il Collegio ha ritenuto che le norme invocate dall'Ufficio (in particolare l'art. 35, comma 10‑quater D.L. 223/2006) non siano applicabili alla fattispecie perché non si tratta della stipula di un'affitto di azienda ma della cessione di un contratto di affitto di ramo d'azienda; trattandosi di cessione del contratto tra soggetti IVA e a fronte di corrispettivo la prestazione rientra nell'IVA e trova applicazione il principio di alternatività IVA/registro (art. 40 DPR 131/86), con conseguente assoggettamento all'imposta di registro in misura fissa. Spese di lite compensate.
Norme richiamate
DPR 26 aprile 1986, n. 131 (Testo Unico registro), art. 31, comma 1
la cessione del contratto è soggetta all'imposta con aliquota propria del contratto ceduto, con esclusione della cessione prevista dall'art. 5 della parte I della tariffa
La Corte ha ritenuto che l'art. 31 non giustifichi l'applicazione dell'aliquota proporzionale nel caso di cessione di un contratto di affitto di ramo d'azienda tra soggetti IVA: si tratta di una cessione di contratto (prestazione soggetta a IVA), non della stipula di un affitto di azienda cui si riferiscono le aliquote sul contratto ceduto.
DPR 26 aprile 1986, n. 131, art. 40
Il principio di alternatività IVA/registro sancito dall'art. 40 è stato ritenuto pienamente applicabile: se l'operazione rientra nell'IVA (es. cessione di contratto a fronte di corrispettivo tra soggetti IVA), l'imposta di registro va applicata in misura fissa e non proporzionale.
D.L. 23 maggio 2006, n. 223, art. 35, comma 10‑quater (convertito in L. 248/2006)
"Le disposizioni in materia di imposte indirette previste per la locazione di fabbricati si applicano, se meno favorevoli, anche per l'affitto di aziende il cui valore complessivo sia costituito, per più del 50 per cento, dal valore normale di fabbricati, determinato ai sensi dell'articolo 14 del decreto del Presidente della repubblica 26 ottobre 1972, n. 633"
L'Ufficio aveva invocato questa norma per pretendere l'aliquota proporzionale dell'1%; il Collegio ha escluso la sua applicabilità perché la norma riguarda l'affitto di aziende (locazione di azienda) e non la cessione del contratto di affitto, ossia fattispecie giuridicamente distinta.
DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 14
Richiamato dalla norma sul calcolo del valore normale dei fabbricati ai fini della verifica del requisito >50%: rilevante solo se la fattispecie fosse stata qualificata come affitto di azienda.
Massime di principio
- Distinguere sempre tra cessione del contratto di affitto di azienda (assignment del contratto) e costituzione/stipula di un nuovo affitto di azienda: sono fattispecie diverse con implicazioni fiscali differenti.
- Se la cessione del contratto è effettuata tra soggetti IVA e dietro corrispettivo, di norma la fattispecie rientra nell'IVA (prestazione di servizi) e opera il principio di alternatività IVA/registro: l'imposta di registro si applica in misura fissa e non proporzionale.
- L'art. 35, comma 10‑quater D.L. 223/2006 si applica solo quando si abbia un vero e proprio affitto di azienda il cui valore complessivo sia costituito per oltre il 50% da beni immobili; non può essere esteso automaticamente alle cessioni del contratto di affitto.
- Per evitare contestazioni documentare e provare la natura giuridica dell'operazione (atto che qualifica la cessione come trasferimento del contratto, fatture/ritenute IVA, statuto IVA delle parti) e, se necessario, la valutazione della componente immobiliare con criteri previsti dalla normativa (art. 14 DPR 633/1972).
- Eccezioni procedurali come l'inammissibilità dell'appello quando questo si limiti a riprodurre le controdeduzioni non sempre vengono accolte: l'Ufficio può appellare replicando argomentazioni di primo grado e il gravame può essere comunque esaminato se contesta la decisione di merito.
- In presenza di dubbio sulla qualificazione dell'operazione, valutare l'opportunità di interpello o di acquisire perizia/valutazione tecnica sulla composizione del valore aziendale (quota immobiliare vs. avviamento/mobiliare).
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