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Ordinanza

Ordinanza n. 375/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento emesso dal Ministero dell’Interno il 23.09.2025 e notificato il 26.09.2025, di rigetto dell’istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 9, co.1 lett. f) legge 91/1992 (prot. n. K10/-OMISSIS-)

Giustizia amministrativa202515485

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di riconoscimento della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 9, comma 1, lettera f), l. 91/1992

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento del Ministero dell’Interno del 23 settembre 2025, notificato il 26 settembre 2025, con cui è stata respinta l’istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. A sostegno della domanda cautelare ha dedotto un pregiudizio connesso, in particolare, alla temporanea impossibilità di esercitare i diritti politici riferibili all’elettorato e alla possibilità di accedere a concorsi e selezioni pubbliche per il profilo di assistente sociosanitario.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo, a un primo e sommario esame, non integrati i presupposti per l’adozione di misure cautelari. Quanto ai diritti politici, il pregiudizio prospettato non è stato ritenuto grave e irreparabile, poiché la frequenza del loro esercizio consente comunque un compiuto esame della controversia nella successiva udienza di merito. Quanto all’accesso a concorsi e selezioni pubbliche come assistente sociosanitario, il pregiudizio è stato ritenuto ipotetico e privo di concretezza, attualità e gravità, anche in considerazione della stabilità della situazione lavorativa ed economica rappresentata dalla ricorrente. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate in ragione della specificità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lettera f), l. 91/1992

    La disposizione è indicata quale base normativa dell’istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana, il cui rigetto è stato impugnato.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale esaminata dal TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il pregiudizio derivante dalla temporanea mancata possibilità di esercitare diritti elettorali non è grave e irreparabile quando la frequenza dell’esercizio di tali diritti consente di definire la controversia nel merito prima che il pregiudizio assuma carattere irreversibile.
  • La possibilità meramente ipotetica di partecipare a futuri concorsi o selezioni pubbliche non integra un danno concreto, attuale e grave ai fini della tutela cautelare, soprattutto quando l’interessato dispone di una situazione lavorativa ed economica stabile.
  • La tutela cautelare richiede una verifica, sia pure sommaria, della sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile; in mancanza di tale requisito la domanda deve essere respinta, senza necessità di concedere la sospensione dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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