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Sentenza

Sentenza n. 1599/2026 - Firenze, Sezione 3

Giustizia amministrativa202501280

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pisa n. 331/2023, recante il riconoscimento della carta docente per sei anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Pisa che aveva accertato il suo diritto al beneficio previsto dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 e aveva condannato il Ministero all’attribuzione della carta elettronica del valore nominale di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. La sentenza era stata ritualmente notificata ai fini dell’esecuzione forzata ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni assegnato all’amministrazione per l’adempimento. La ricorrente ha chiesto anche la nomina di un commissario ad acta e la fissazione di una somma dovuta per ogni ulteriore violazione, inosservanza o ritardo nell’esecuzione del giudicato, ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti i presupposti dell’ottemperanza per la mancata esecuzione della sentenza. Ha ordinato al Ministero di dare completa ed esatta esecuzione al giudicato entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Ha inoltre fissato una penale, pari all’interesse legale sulle somme dovute a titolo di capitale per ogni giorno di ritardo successivo alla scadenza del termine assegnato. In previsione di una persistente inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell’Ufficio centrale di bilancio del Ministero, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di avviare le procedure contabili necessarie. Il Ministero è stato condannato anche alla rifusione delle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, legge n. 107/2015

    La disposizione costituisce il fondamento del beneficio riconosciuto dalla sentenza oggetto di ottemperanza, consistente nell’attribuzione della carta elettronica del valore nominale di 500 euro per ciascun anno scolastico indicato.

  • art. 114 c.p.a.

    fissazione della somma di denaro dovuta dall’Amministrazione resistente per ogni accertata violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato

    La norma consente al giudice dell’ottemperanza di ordinare l’esecuzione del giudicato, fissare una penalità per il ritardo e nominare un commissario ad acta in caso di persistente inerzia dell’amministrazione.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione non esegue una sentenza passata o comunque esecutiva, ritualmente notificata ai fini dell’esecuzione forzata, e sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge, sussistono i presupposti per l’accoglimento dell’azione di ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per l’adempimento e fissare, per il successivo ritardo, una penalità di mora parametrata all’interesse legale sulle somme dovute a titolo di capitale.
  • In presenza di persistente inerzia dell’amministrazione, il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, individuando un organo dell’amministrazione competente ad avviare gli adempimenti necessari all’esecuzione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietàEffetto conformativo e riedizione del potere

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