Sentenza del 15/03/2021 n. 209 - Comm. Trib. Prov. Torino
Fase cautelare - Decisione di merito - Udienza unica.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato definito con una decisione di inammissibilità sul merito. Il giudice ha ritenuto che la mancata decisione preventiva sull'istanza cautelare non abbia arrecato pregiudizio al ricorrente, poiché anche un'eventuale accoglimento della sospensione sarebbe stato travolto dalla decisione negativa di merito.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente impugnava un atto tributario e chiedeva la sospensione cautelare dell'atto con lo stesso ricorso. Il giudice, nella stessa udienza unica, ha deciso immediatamente il merito senza pronunciarsi preventivamente sull'istanza di sospensione.
Norme richiamate
art. 47, comma 7 d.lgs. 546/1992 e s.m.i.
L'art. 47, comma 7, autorizza il giudice a decidere sull'istanza cautelare e sul merito anche con udienza unica; il principio evincibile è che il giudice può decidere direttamente il merito senza preventiva pronuncia sulla sospensione quando sia evidente l'assenza di pregiudizio per la parte richiedente, ossia quando la sospensione, anche se concessa, non avrebbe modificato l'esito sostanziale della controversia.
Massime di principio
- Il giudice può decidere immediatamente il merito in udienza unica senza pronunciarsi prima sulla sospensione se è pacifico che la decisione cautelare non produrrebbe effetti diversi rispetto alla decisione di merito.
- La mancata pronuncia preventiva sulla sospensione non integra necessariamente violazione del diritto di difesa: il ricorrente deve dimostrare il reale e concreto pregiudizio conseguente alla mancata sospensione.
- Quando il merito è destinato a essere deciso negativamente in modo evidente, la richiesta di sospensione perde efficacia e il giudice può risparmiare un provvedimento cautelare separato per ragioni di economia processuale.
- Il ricorrente che intenda ottenere la sospensione deve fornire elementi concreti che dimostrino l'urgenza e l'idoneità della misura a evitare un danno non altrimenti risarcibile; mere affermazioni generiche saranno insufficienti.
- Nei casi di udienza unica il difensore dovrebbe prevedere e argomentare sia la richiesta cautelare sia i profili di merito, poiché il giudice potrebbe pronunciarsi direttamente sul merito.
- In caso di esito negativo, il rimedio principale resta l'impugnazione nei termini: la decisione che omette una pronuncia cautelare è sindacabile solo se emergono elementi di pregiudizio concreto e non sopperiti dalla decisione di merito.
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