Sentenza del 23/01/2020 n. 767 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Massima n. 22/2020 IMU - Avviso di Accertamento - Esenzione - Enti non commerciali - Attività scolastica - Dimostrazione dei requisiti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Istituto impugnava l'avviso di accertamento IMU per l'anno 2014 (26.233,80 euro) sostenendo che l'immobile era esente perché destinato ad attività didattica di scuola paritaria e ad attività connesse (oratorio). Il Comune contestava l'esenzione ritenendo che le attività fossero svolte con modalità commerciali e che l'Istituto non avesse fornito prove idonee a dimostrare che le rette e i contributi versati coprissero solo una frazione dei costi.
La decisione
L'appello è stato rigettato. Il Collegio ha confermato che l'Istituto non ha assolto l'onere probatorio: non è stata prodotta documentazione contabile esaustiva sull'ammontare complessivo delle rette 2014 né sul costo di gestione della scuola per dimostrare che le rette coprivano solo una frazione dei costi. Le poche ricevute depositate e le dichiarazioni/attestazioni prodotte (perizia giurata redatta nel 2018, comunicazioni del 2017) non sono state ritenute idonee a provare l'assenza di carattere commerciale dell'attività per l'annualità contestata. Anche i locali al seminterrato sono stati ritenuti assoggettati a IMU, atteso che la relazione peritale indicava usi non esclusivamente didattici e non comprovava l'utilizzo gratuito nel 2014. Sono state compensate le spese del grado di giudizio.
Norme richiamate
Stabilisce che le attività didattiche si considerano non commerciali ai fini IMU solo se svolte a titolo gratuito o dietro versamento di un importo simbolico che copra solo una frazione del costo effettivo del servizio; il giudice ha applicato questo criterio per valutare l'esenzione.
Prevede l'esenzione ICI (poi richiamata per IMU) per immobili destinati ad attività didattiche salvo che siano esercitate con natura esclusivamente commerciale; la Corte richiama il principio generale ma lo specifica alla luce del DM 200/2012.
Istruzioni alla dichiarazione IMU-TASI / indicazioni MIUR
indicazioni sul costo medio per studente
Le istruzioni e i dati MIUR (costi medi per studente per grado) possono essere utilizzati come parametro orientativo (es.: rette inferiori al costo medio statale), ma la sentenza segnala che le indicazioni MIUR non sono vincolanti per la determinazione fiscale, essendo competente il MEF.
Principi comunitari e orientamenti della Commissione Europea
La Commissione Europea ha ritenuto compatibile che scuole esigano rette, purché tali contributi coprano solo una frazione dei costi e non costituiscano retribuzione commerciale del servizio; la sentenza richiama tale principio come contesto interpretativo.
Principio di attribuzione della competenza fiscale al Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF)
La sentenza osserva che solo il MEF è titolato a fornire regole vincolanti in materia fiscale; pertanto le indicazioni di altri dicasteri (es. MIUR) non determinano automaticamente i requisiti di esenzione IMU.
Massime di principio
- Onere della prova: spetta al contribuente dimostrare il diritto all'esenzione IMU; è necessario depositare documentazione contabile completa e riferita all'anno oggetto di accertamento (bilanci, rendiconti, prospetti riepilogativi incassi/uscite, libro delle entrate per rette/iscrizioni, ecc.).
- Criterio sostanziale: l'attività didattica è 'non commerciale' solo se è gratuita o se le rette/coperture pecuniarie coprono solo una frazione dei costi; va dimostrato puntualmente quanto delle entrate ha concorso a coprire i costi operativi.
- Prove ammissibili e rilevanza temporale: ricevute parziali, dichiarazioni generiche o perizie redatte per annualità successive possono essere insufficienti. Le perizie o attestazioni vanno riferite e motivate rispetto all'anno fiscale oggetto di accertamento e, se basate su dichiarazioni di parte, devono essere supportate da evidenze oggettive.
- Uso misto degli immobili: se parti dell'immobile sono utilizzate per attività non connesse o potenzialmente commerciali (attività a pagamento, eventi, cessioni in uso a terzi a condizioni non gratuite), tali porzioni possono perdere l'esenzione; occorre documentare l'uso non commerciale e la gratuità per l'anno rilevante.
- Parametri ministeriali: i dati MIUR sui costi medi per studente sono utili come riferimento, ma non sono vincolanti per fini fiscali; è preferibile costruire una dimostrazione contabile autonoma e, se possibile, avvalersi di elementi e criteri riconosciuti dal MEF.
- Documentazione consigliata: bilancio/contabilità dell'Istituto per l'anno, prospetto riepilogativo incassi (iscrizioni/retta) per tutti gli studenti, costo complessivo di gestione (personale, struttura, utenze, materiali), calcolo della percentuale di copertura dei costi da parte delle rette, eventuali convenzioni o atti formali che attestino l'uso gratuito di locali da parte di terzi e la loro durata temporale.
- Strategia difensiva: in fase amministrativa e giudiziale anticipare e documentare la prova della non commercialità per l'anno specifico; evitare affidamento solo su confronti teorici con costi medi statali o su documentazione parziale.
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