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Sentenza

Sentenza del 23/01/2020 n. 4 - Corte dei Conti

Incarichi professionali - Mancanza di procedura comparativa - Rinnovo ripetuto - Danno erariale.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Contestazione per il reiterato conferimento diretto di incarichi professionali al Geom. P.G. negli anni 2013, 2014, 2015 e 2017 senza espletamento di procedure comparative né adeguate rinegoziazioni economiche. Si contesta la violazione delle norme regolamentari e del principio di rotazione, con conseguente danno da perdita di "chances" patrimoniali per l'ente (mancata possibilità di ottenere offerte più vantaggiose).

La decisione

La Corte dei conti - Sezione Liguria ha accolto la domanda della Procura e ha ritenuto sussistente la responsabilità erariale per colpa grave dei convenuti. Ha escluso le eccezioni difensive (incompetenza della Giunta rispetto ad atti gestori, infungibilità delle prestazioni, buona fede come esimente) e ha ritenuto illegittimi i rinnovi senza comparazione per i motivi indicati. Quantificato il danno sulla base del ribasso obiettivo del 13% (ribasso rilevato dalla gara 2018) e condannati i singoli convenuti alle somme determinate: R.F., S.G.M., G.M. euro 1.370,57 ciascuno; V.R. euro 8.316,23; P.R. euro 4.115,35; tutti con interessi legali e, in via parziaria, alle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti) - art.125, comma 11

    All'epoca prevedeva l'applicazione del principio di rotazione per determinate fasce di importo (richiamato dalle difese), ma non esimeva l'amministrazione dall'osservanza di norme regolamentari comunali più vincolanti e dal rispetto della concorrenza quando previsto.

  • Regolamento comunale per il conferimento di incarichi individuali - art. 6

    Stabilisce la procedura comparativa delle manifestazioni di interesse per il conferimento degli incarichi e consente l'esonero solo per prestazioni di importo inferiore a Euro 20.000: il rinnovo diretto risulta quindi in contrasto con il regolamento.

  • Regolamento comunale sull'Ordinamento degli Uffici e dei Servizi - art. 19, comma 2

    Per servizi/funzioni di importo tra Euro 20.000 e 211.000 impone confronto concorrenziale (consultazione di almeno cinque operatori) e criterio di aggiudicazione del massimo ribasso: il conferimento diretto violava tale disciplina.

  • Nuovo Regolamento per l'affidamento in economia (del. commissariale 3.12.2014, n.15) - art.7

    Prevede la deroga al principio di rotazione solo per casi documentati di infungibilità tali da recare grave pregiudizio; la Corte ha ritenuto che nel caso gli incarichi fossero fungibili e non sussistessero ragioni tecniche tali da giustificare la deroga.

  • Art. 52 T.U. 12.07.1934, n.1214

    Richiamato per la determinazione equitativa e per l'applicazione della rivalutazione monetaria: la Sezione ha applicato i criteri di legge per interesse e rivalutazione.

  • Legge 14 gennaio 1994, n.20 - art.1

    La norma limita la responsabilità per deliberazioni collegiali ai soli votanti favorevoli; la Corte ha ritenuto però rilevante il ruolo causale del proponente e l'apporto nella formazione della volontà della Giunta, escludendo l'esimente invocata dal proponente.

  • Art. 244 c.p.c. richiamato dall'art. 98 c.g.c.

    Regole stringenti sulla ammissibilità della prova testimoniale: la Corte ha escluso testimonianze generiche perché prive della specificazione per articoli separati richiesta dalla normativa.

  • Linee guida ANAC (delib. 7.01.2006 n.3 e n.4/2016)

    Richiamano il principio della contendibilità del mercato e mettono in guardia contro proroghe/affidamenti illegittimi che determinano lock‑in e danno erariale; la Corte ha usato tali principi per confutare le giustificazioni difensive basate su continuità/efficienza.

  • T.U. Enti Locali - art.107 (richiamato in difesa)

    Difesa evocava l'esclusività della dirigenza nella materia gestionale; la Corte ha ritenuto infondata tale eccezione rispetto ai contenuti e alla natura delle deliberazioni contestate.

Massime di principio

  • La reiterata attribuzione diretta di incarichi senza procedure comparative può integrare danno da perdita di "chance" per l'ente e responsabilità erariale per colpa grave quando il regolamento locale o le soglie di legge impongono selezione/rotazione.
  • Le deroghe al principio di rotazione sono possibili solo se motivate e documentate (infungibilità o grave pregiudizio) e non possono fondarsi su generiche esigenze di continuità o valutazioni di comodo.
  • Per quantificare il danno da perdita di chance è opportuno utilizzare elementi obiettivi e verificabili (es. ribasso conseguito in una successiva gara): la Corte accetta valutazioni presuntive purché fondate su elementi certi.
  • La prova dell'effettiva maggior prestazione svolta dall'affidatario non sostituisce la necessità di formalizzare modifiche contrattuali: il comportamento di fatto non legittima l’elusione delle procedure di gara.
  • Le eccezioni procedurali e difensive (buona fede, incompetenza dei consiglieri, parere ANAC/ANCI) devono essere solide e documentate; il ruolo del proponente può integrare responsabilità se contribuisce causalmente alla scelta illegittima.
  • In sede di quantificazione del danno la Corte può operare sul lordo pagato all'affidatario (orientamento della Sezione); il soggetto condannato potrà eventualmente agire in sede tributaria/previdenziale per recuperare imposte/contributi.
  • Le richieste probatorie testimoniali devono rispettare i requisiti formali (art.244 c.p.c.): prove generiche o non circostanziate sono inammissibili.

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