Sentenza n. 2828/2026 - Roma, Sezione 2
per l’accertamento dell’illegittimità e l’ annullamento, previa concessione di misure cautelari del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata da Hassan Kabeer presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad in Pakistan.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio asseritamente formatosi sull'istanza di rilascio del visto per motivi di studio
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione consolare)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha agito contro il silenzio asseritamente formatosi sull'istanza di rilascio del visto per motivi di studio presentata presso l'Ambasciata d'Italia ad Islamabad. Nel corso del giudizio ha comunicato che l'Ambasciata aveva fissato un appuntamento funzionale all'avvio dell'istruttoria e al colloquio consolare, chiedendo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la condanna dell'Amministrazione alle spese. Le amministrazioni resistenti hanno chiesto il rigetto del ricorso e, successivamente, preso atto della fissazione dell'appuntamento, hanno chiesto anch'esse la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha escluso la cessazione della materia del contendere, poiché la fissazione dell'appuntamento e la convocazione per il colloquio consolare costituiscono soltanto una fase interna del procedimento e non comportano il rilascio del visto, potendo il procedimento concludersi sia con il rilascio sia con il diniego del visto. Tuttavia, la condotta processuale del ricorrente è stata ritenuta significativamente espressiva di un disinteresse alla perdurante coltivazione del ricorso. Il giudizio è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., con decisione in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della questione, del rilevante flusso di istanze di visto presso l'Ambasciata e dell'esito in rito del giudizio.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse; nel caso concreto la condotta processuale del ricorrente è stata ritenuta espressiva del disinteresse alla perdurante coltivazione del ricorso.
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata quando ricorrono i relativi presupposti e siano espletate le formalità previste.
Massime di principio
- La fissazione di un appuntamento presso l'ufficio consolare, finalizzato al colloquio o all'avvio dell'istruttoria per il rilascio di un visto, non determina di per sé la cessazione della materia del contendere, poiché non equivale al rilascio del visto e il procedimento può ancora concludersi con un diniego.
- La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata quando la condotta processuale del ricorrente manifesti in modo significativo il disinteresse alla perdurante coltivazione del ricorso.
- La cessazione della materia del contendere richiede il venir meno integrale e definitivo della situazione di contrasto oggetto del giudizio; non ricorre quando l'amministrazione abbia compiuto soltanto un atto endoprocedimentale, lasciando aperta la decisione finale.
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