Sentenza del 20/09/2018 n. 610 - Comm. Trib. Reg. per il Molise
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Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che aveva accolto il ricorso della società contro un avviso di accertamento relativo al periodo d’imposta 2010. L’Ufficio contestava la riqualificazione di un’operazione di conferimento di ramo d’azienda, comprendente tre progetti per impianti fotovoltaici, sostenendo che si trattasse in realtà di una cessione finalizzata a beneficiare indebitamente dell’esenzione prevista dall’art. 87 del TUIR. Venivano contestati l’omessa contabilizzazione e dichiarazione di componenti positivi per euro 582.326,75, con maggiori imposte, interessi e sanzioni. L’Agenzia deduceva inoltre la mancanza del requisito della commercialità, la violazione degli artt. 85 e 55 del TUIR e degli artt. 2112 e 2555 c.c., nonché irregolarità nella documentazione e nella perizia di stima.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l’appello dell’Agenzia delle Entrate e confermato la sentenza favorevole alla società. Ha ritenuto sussistente il requisito della commercialità, poiché per un’impresa operante nel settore energetico anche la ricerca dei siti, l’ottenimento delle autorizzazioni, la progettazione e le attività di finanziamento costituiscono fasi concrete, seppur iniziali, dell’attività d’impresa e non mere attività preparatorie. Ha inoltre considerato valide le delibere assembleari notarili e adeguata la perizia di stima ex art. 2465 c.c., anche se redatta dal consulente fiscale della società. Non è stato ravvisato abuso del diritto, poiché l’Agenzia non ha dimostrato che il vantaggio fiscale fosse l’obiettivo essenziale dell’operazione né un concreto pregiudizio per l’Erario. Le contestazioni basate su documentazione extracontabile sono state ritenute prive di adeguata forza probatoria e alcuni motivi d’appello sono stati riproposti senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza di primo grado. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 87 del D.P.R. 917/1986 (TUIR)
La controversia riguardava l’applicabilità dell’esenzione prevista dalla norma alle operazioni aventi ad oggetto partecipazioni o beni collegati a un ramo d’azienda. La Commissione ha escluso che l’operazione fosse stata realizzata abusivamente per ottenere tale beneficio fiscale.
Artt. 85 e 55 del D.P.R. 917/1986 (TUIR)
L’Agenzia ne aveva dedotto la violazione sostenendo l’omessa contabilizzazione e dichiarazione di componenti positivi di reddito. La censura non è stata accolta.
Art. 10-bis della legge 212/2000
La Commissione ha escluso l’abuso del diritto perché non era provato che il vantaggio fiscale indebito costituisse l’effetto essenziale dell’operazione e perché non risultava un concreto pregiudizio per le pretese erariali.
Art. 2465 del codice civile
La norma disciplina la perizia di stima dei conferimenti. La Commissione ha ritenuto valida la perizia, anche se predisposta dal consulente fiscale della società, non ravvisando una preclusione derivante dal suo ruolo.
Artt. 2112 e 2555 del codice civile
L’Agenzia li aveva richiamati in relazione alla qualificazione dell’operazione come trasferimento o cessione di ramo d’azienda. Le relative doglianze non hanno condotto alla riforma della sentenza.
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 29 marzo 2013
La circolare è stata utilizzata dall’Ufficio per sostenere la mancanza del requisito della commercialità. La Commissione ha invece interpretato tale requisito in modo sostanziale, ritenendolo integrato anche da attività prodromiche idonee ad avviare il processo produttivo.
Massime di principio
- Nel settore energetico e in attività caratterizzate da una fase progettuale, il requisito della commercialità può sussistere anche prima dell’avvio della produzione o della vendita, quando siano già state svolte attività concrete come ricerca dei siti, progettazione, autorizzazioni e finanziamento.
- Per contestare un’operazione come abusiva non è sufficiente dimostrare l’esistenza di un vantaggio fiscale: occorre provare che tale vantaggio costituisca l’obiettivo essenziale o prevalente dell’operazione e che manchino valide ragioni economiche extra-fiscali.
- La presenza di atti notarili, delibere societarie regolari e una perizia di stima motivata costituisce un elemento rilevante a sostegno della legittimità dell’operazione, anche se la perizia è redatta dal consulente della società.
- La documentazione extracontabile deve essere accompagnata da elementi probatori concreti, coerenti e decisivi; mere indicazioni non corroborate possono non essere sufficienti a fondare un accertamento.
- In appello è necessario contestare puntualmente la motivazione della sentenza impugnata e indicare le specifiche ragioni di fatto e di diritto per cui essa sarebbe errata; la semplice riproposizione delle contestazioni di primo grado può risultare inammissibile o comunque non convincente.
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