Sentenza n. 585/2026 - L'aquila, Sezione 1
per l’annullamento, - della deliberazione della Giunta Regionale della Regione Abruzzo n. 343, assunta in data 19 giugno 2023 ed avente ad oggetto “Prestazioni ambulatoriali di riabilitazione ex art. 26 – ASL 201”, non comunicata; - di ogni altro atto prodromico, consequenziale e, comunque, connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: deliberazione della Giunta Regionale dell'Abruzzo n. 343 del 19 giugno 2023, recante l'approvazione del documento tecnico sul fabbisogno di accreditamento degli ambulatori di riabilitazione ex art. 26 della legge n. 833/1978 e il mandato per la predisposizione del relativo bando
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente, titolare di autorizzazione comunale all'esercizio e già accreditata per alcune prestazioni riabilitative, aveva presentato nel 2017 una domanda di accreditamento per ulteriori prestazioni. Ha impugnato la deliberazione regionale n. 343 del 2023 deducendo violazione ed errata applicazione dell'art. 8-quater del d.lgs. n. 502/1992 e dell'art. 6 della legge regionale abruzzese n. 32/2007, nonché carenza e erroneità dell'istruttoria, difetto di motivazione, errore sui presupposti, illogicità manifesta e contraddittorietà.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito i vizi dedotti contro la deliberazione regionale. La ricorrente, con nota depositata prima dell'udienza, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione. Il Collegio ha affermato che il ricorrente dispone dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare la perdita dell'interesse ad agire; in applicazione del principio dispositivo, il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse, dovendo quindi dichiarare l'improcedibilità. Le spese sono state integralmente compensate tra le parti costituite.
Norme richiamate
art. 8-quater d.lgs. n. 502/1992
Norma indicata dalla ricorrente come parametro asseritamente violato dalla deliberazione regionale; il giudice non ne ha esaminato il merito.
art. 6 l.r. Abruzzo n. 32/2007
Norma regionale indicata dalla ricorrente come parametro asseritamente violato; il giudice non ne ha esaminato il merito.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel contesto della decisione sulla sopravvenuta carenza di interesse e sulla definizione del giudizio.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di aver perduto l'interesse alla decisione, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione, comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- Nel processo amministrativo il ricorrente mantiene la disponibilità dell'azione sino al momento della decisione; il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
- Quando il ricorrente dichiara la sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non può decidere il merito della controversia in applicazione del principio dispositivo e deve limitarsi a dichiarare l'improcedibilità.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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