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Ordinanza

Ordinanza n. 4323/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento del decreto del Ministro dell'Interno del 3 gennaio 2024, notificato il 29 gennaio 2024, per la condanna dell'amministrazione intimata al risarcimento dei danni provocati al ricorrente in conseguenza dell'illegittimo atto impugnato;

Giustizia amministrativa202403084

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto ministeriale di rigetto del ricorso gerarchico contro il divieto prefettizio di detenere armi, munizioni e materiale esplodente

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministro dell'Interno che ha respinto il ricorso gerarchico proposto contro il decreto prefettizio con cui gli era stato vietato di detenere armi, munizioni e materiale esplodente, chiedendo anche il risarcimento dei danni derivanti dall'atto ritenuto illegittimo. Il TAR ha rilevato d'ufficio la questione della competenza territoriale, osservando che, quando è impugnata una decisione di rigetto resa su ricorso gerarchico, la competenza non si determina in base alla sede dell'autorità che ha deciso il ricorso gerarchico, ma in relazione al provvedimento originario concretamente lesivo. Nel caso concreto, tale provvedimento era il decreto del Prefetto, autorità periferica avente sede nella circoscrizione del TAR indicato nel provvedimento.

La decisione

Il TAR Lazio ha declinato la propria competenza territoriale in favore del TAR competente per la circoscrizione nella quale ha sede la Prefettura che aveva adottato il divieto di detenere armi, munizioni e materiale esplodente. Il giudizio potrà essere riassunto davanti al TAR dichiarato competente ai sensi dell'art. 15 c.p.a. L'ordinanza non ha esaminato la legittimità del divieto prefettizio, del decreto ministeriale né la domanda risarcitoria. Le spese della fase sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 15 c.p.a.

    La declinatoria di competenza territoriale consente la prosecuzione del processo davanti al giudice indicato come competente mediante riassunzione nei termini e con le modalità previste dal codice del processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Ai fini della competenza territoriale del giudice amministrativo, quando viene impugnata una decisione di rigetto resa su ricorso gerarchico, occorre avere riguardo al provvedimento originariamente impugnato in via amministrativa, quale atto direttamente e concretamente lesivo dell'interesse del privato, e non alla decisione gerarchica.
  • La decisione gerarchica di conferma non presenta autonomia lesiva rispetto all'atto di base e accede a quest'ultimo; pertanto, è il provvedimento originario a radicare la competenza territoriale del TAR.
  • Quando il provvedimento originario è adottato da un organo periferico dell'amministrazione, la competenza territoriale si determina in relazione alla sede di tale organo periferico.
  • La declinatoria di competenza territoriale non definisce la controversia nel merito e consente la riassunzione del processo davanti al TAR indicato come competente ai sensi dell'art. 15 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieCompetenza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

Testo integrale

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