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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8433/2023 del 24/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Pubblico Ministero aveva chiesto il sequestro preventivo di alcuni beni della "De Lage Landei Internatonal BV" che si sarebbe appropriato Matteo Secco, amministratore della "C.E.I. Company Export Import s.r.l.", per il reato di cui all'art. 646 c.p.; il GIP aveva rigettato la richiesta; il Tribunale di Arezzo, pur ritenendo sussistente il fumus del reato, aveva escluso il periculum in mora ritenendo mancanti elementi che dimostrassero l'uso attuale dei beni o atti dispositivi/preparatori da parte dell'indagato. Il PM ha impugnato in Cassazione sostenendo che dagli atti risultava il rischio concreto di protrazione o aggravamento delle conseguenze del reato (es. vendita a terzi) e che non era necessario un accesso della polizia giudiziaria per desumere il periculum.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del PM, ritenendo che l'ordinanza del Tribunale fosse affetta da carenza motivazionale sui requisiti del periculum in mora. Ha rilevato che, nel reato di appropriazione indebita, il pericolo non si fonda necessariamente sull'uso dei beni da parte dell'indagato ma sulla loro sottrazione alla disponibilità del proprietario e sul concreto rischio di trasferimento rapido (soprattutto per beni mobili che si trasferiscono per semplice consenso). Per tali ragioni l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Arezzo per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Norma che disciplina l'appropriazione indebita; la Corte osserva che la protrazione delle conseguenze dannose del reato deriva dalla sottrazione della disponibilità del bene al proprietario e non richiede la prova dell'uso da parte dell'indagato per configurare il periculum in mora.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto ai requisiti per il sequestro preventivo (in particolare il periculum in mora); la Corte ritiene che il pericolo di trasferimento/dispersione dei beni mobili possa integrare il periculum anche senza ulteriori accertamenti materiali preliminari.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiama il limite del sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali, che è consentito per motivi attinenti a violazione di legge; la Corte specifica che rientrano nella violazione di legge anche vizi motivazionali gravi.

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. e)

    Indicato per evidenziare che l'illogicità manifesta della motivazione è rimessa a un motivo specifico in Cassazione; la Corte distingue tra vizio di motivazione mancante (sindacabile per violazione di legge) e illogicità manifesta, disciplinata dall'art. 606, lett. e).

Massime di principio

  • Nel reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.) il periculum in mora per il sequestro preventivo può sussistere anche senza prova che l'indagato stia attualmente usando i beni: è sufficiente il rischio che la disponibilità non venga reintegrata o che i beni vengano rapidamente trasferiti.
  • Per beni mobili che si trasferiscono con semplice consenso, il periculum si concretizza nel rapido rischio di alienazione: non è necessario dimostrare atti preparatori di vendita o disposizione.
  • Non sempre è richiesta l'attività di polizia giudiziaria (es. accesso) preliminare per accertare il periculum quando dagli atti emergono elementi idonei a desumerlo; il giudice non può condizionare il riconoscimento del periculum a indagini ulteriori non necessarie.
  • Il giudice delle misure cautelari deve fornire una motivazione minima coerente, completa e ragionevole: la sua carenza può integrarne l'annullamento per violazione di legge in Cassazione.
  • In Cassazione contro provvedimenti cautelari reali il sindacato è limitato a violazioni di legge; questioni di motivazione 'illogica manifesta' hanno una via di censura specifica (art. 606 c.p.p., lett. e)).

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