Sentenza n. 554/2026 - Roma, Sezione 2T
per l'ottemperanza della sentenza n. 116052/2025 del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia di Roma Capitale nell'esecuzione della sentenza di annullamento del diniego alla protrazione dell'orario di attività di trattenimenti danzanti, concerti e spettacoli musicali
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha proposto ricorso per ottemperanza alla sentenza del TAR Lazio n. 16052/2025, che aveva annullato il diniego relativo all'istanza di protrazione dell'orario di attività del locale. La ricorrente ha dedotto che Roma Capitale non aveva posto in essere alcuna attività esecutiva, non avendo comunicato l'avvio del procedimento, richiesto i pareri agli uffici competenti o comunque informato la società sulle modalità di riedizione del potere. Ha chiesto al giudice dell'ottemperanza di stabilire modalità e tempi di esecuzione della sentenza.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per cessata materia del contendere. Dopo la proposizione del ricorso, Roma Capitale ha adottato la determinazione dirigenziale n. QD/3077/2025 del 31 ottobre 2025, con la quale ha autorizzato la deroga dell'orario per l'attività permanente di trattenimenti danzanti, concerti e spettacoli musicali nel locale, ai sensi degli artt. 68 e 80 T.U.L.P.S. La ricorrente non ha contestato tale circostanza. Il giudice ha ritenuto quindi venuto meno l'interesse alla decisione sull'ottemperanza. Le spese sono state compensate, poiché la sentenza da eseguire era una sentenza di annullamento, qualificata come autoesecutiva.
Norme richiamate
art. 68 T.U.L.P.S.
La determinazione comunale di autorizzazione della deroga dell'orario è stata adottata ai sensi di questa disposizione.
art. 80 T.U.L.P.S.
La determinazione comunale di autorizzazione della deroga dell'orario è stata adottata anche ai sensi di questa disposizione.
Massime di principio
- Il ricorso per ottemperanza diviene improcedibile per cessata materia del contendere quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione adotta un atto che realizza l'esecuzione sostanziale del giudicato e il ricorrente non contesta l'intervenuto adempimento.
- Una sentenza amministrativa di annullamento è, in linea generale, autoesecutiva; la sua natura può giustificare la compensazione delle spese in un successivo giudizio di ottemperanza promosso per lamentarne l'inesecuzione.
Come è indicizzato
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