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Sentenza

Sentenza n. 3667/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento previa sospensione, del provvedimento prot. n. 1811 del 22/03/2023 con il quale il Comune di Rocca d’Evandro ha respinto la richiesta di permesso di costruire convenzionato presentato dalla ricorrente

Giustizia amministrativa202301872

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di permesso di costruire convenzionato per la realizzazione di un’azienda biologico-biodinamica di allevamento bufalino

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente, proprietaria di un complesso di terreni agricoli ricadente in zona EP del PUC comunale, aveva richiesto un permesso di costruire convenzionato per realizzare un’azienda di allevamento bufalino, prevedendo anche l’ampliamento e la cessione di una strada esistente per collegare due vie comunali. Il Comune aveva respinto l’istanza ritenendo necessario un PUA per l’intero comparto, insussistenti le esigenze e gli interessi pubblici richiesti dall’art. 28-bis d.P.R. 380/2001 e carenti le informazioni relative alla potenzialità produttiva, al numero dei capi e ai rifiuti, necessarie per valutare l’assoggettabilità a VIA. La ricorrente ha dedotto violazione dell’art. 25 delle NTA del PUC, sostenendo il rispetto del lotto minimo e la compatibilità dell’intervento con la destinazione agricola-produttiva; violazione dell’art. 28-bis d.P.R. 380/2001, poiché tale disposizione non imporrebbe al privato di dimostrare uno specifico interesse pubblico; violazione degli obblighi istruttori, avendo essa prodotto osservazioni e una relazione peritale contenenti le informazioni richieste; nonché violazione dell’art. 3 l. 241/1990 per difetto di motivazione. Ha inoltre sostenuto che, ove il Comune avesse ravvisato una possibile assoggettabilità a VIA, avrebbe dovuto attivare il relativo procedimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Quanto alla necessità di un PUA per l’intero comparto, la verificazione ha accertato la compatibilità dell’area con le funzioni previste dalla normativa urbanistica e il rispetto del lotto minimo di 5.000 mq, ampiamente superato dalla superficie interessata, pari a 19.907,50 mq. Il permesso di costruire convenzionato può essere utilizzato anche in assenza di un piano attuativo quando lo stato di urbanizzazione sia concretamente verificabile e gli obiettivi pianificatori possano essere raggiunti mediante la modalità negoziale semplificata prevista dall’art. 28-bis d.P.R. 380/2001. Il TAR ha poi escluso che tale disposizione imponga al privato di dimostrare uno specifico pubblico interesse: la scelta di ricorrere al titolo convenzionato compete all’amministrazione, quando le esigenze di urbanizzazione siano soddisfacibili in forma semplificata e il piano attuativo risulti sproporzionato. Se, invece, il Comune aveva inteso negare direttamente la sussistenza di un interesse pubblico, il provvedimento era comunque carente di motivazione, non indicando le ragioni ostative. Anche il riferimento alla carenza di dati necessari per la VIA è stato ritenuto insufficiente, perché non individuava la documentazione mancante a fronte della documentazione prodotta dalla società; eventuali lacune avrebbero dovuto essere colmate mediante soccorso istruttorio. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 3.000 oltre accessori e rimborso del contributo unificato, nonché alle spese della verificazione, da liquidare con separato decreto.

Norme richiamate

  • art. 28-bis d.P.R. 380/2001

    Il permesso di costruire convenzionato può essere rilasciato nelle situazioni in cui le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte con modalità semplificata.

    Il titolo edilizio convenzionato costituisce una forma semplificata e concordata di pianificazione attuativa, utilizzabile anche senza previa approvazione di uno strumento urbanistico di dettaglio quando lo stato di urbanizzazione sia verificabile in concreto e gli obiettivi della pianificazione possano essere conseguiti mediante la convenzione. La norma non impone al privato di dimostrare uno specifico interesse pubblico.

  • art. 25 NTA del PUC

    La disposizione disciplina la zona EP agricola produttiva, ammettendo le funzioni agricole, zootecniche e agroalimentari e subordinando l’edificazione ex novo alla pianificazione attuativa, ferma la possibilità di ricorrere al permesso di costruire convenzionato quando ne ricorrano i presupposti.

  • art. 3 l. 241/1990

    Il provvedimento amministrativo deve indicare in modo concreto e comprensibile le ragioni ostative al rilascio del titolo; è illegittimo il diniego che richiami genericamente l’assenza di presupposti o la carenza documentale senza specificare quali elementi manchino e perché impediscano l’accoglimento.

  • art. 26, comma 2, lett. a), l.r. 16/2004

    È richiamato quale riferimento per i piani urbanistici attuativi aventi portata e valore di piano di lottizzazione di iniziativa privata.

Massime di principio

  • Il permesso di costruire convenzionato previsto dall’art. 28-bis d.P.R. 380/2001 è una modalità semplificata e concordata di pianificazione attuativa, utilizzabile anche senza previa approvazione di un piano urbanistico di dettaglio quando le esigenze di urbanizzazione siano concretamente verificabili e possano essere soddisfatte mediante la convenzione.
  • L’art. 28-bis d.P.R. 380/2001 non impone al privato richiedente di dimostrare uno specifico interesse pubblico quale requisito di ammissibilità dell’istanza; la valutazione circa l’adeguatezza della modalità semplificata rispetto alla pianificazione attuativa spetta all’amministrazione.
  • Un diniego di permesso di costruire convenzionato è illegittimo per difetto di motivazione quando non indichi concretamente le ragioni per cui l’intervento non sarebbe compatibile con l’interesse pubblico o con la disciplina urbanistica applicabile.
  • Quando l’amministrazione ritenga incompleta la documentazione necessaria per valutare l’assoggettabilità a VIA, deve individuare con precisione gli elementi mancanti e, ove possibile, consentirne l’integrazione mediante soccorso istruttorio, soprattutto se l’istante ha già prodotto una documentazione ampia e articolata.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPiani attuativi e lottizzazioniMotivazione del provvedimentoPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaSoccorso istruttorio

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