Sentenza del 22/01/2018 n. 167 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Irpef ‐ Società a ristretta base societaria ‐ Presunzione utili in capo ai soci.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa presunzione di distribuzione degli utili extracontabili è ritenuta applicabile, salvo prova contraria fornita dal socio. Pertanto, l'accertamento Irpef può essere confermato nei confronti del socio se egli non dimostra concretamente la mancata percezione degli utili, il loro accantonamento o il loro reinvestimento.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda l'applicazione della presunzione relativa secondo cui, nelle società di capitali caratterizzate da una compagine societaria ristretta, gli utili extracontabili accertati in capo alla società si presumono distribuiti ai soci, pro quota e nello stesso periodo d'imposta. Il socio può superare tale presunzione dimostrando di non aver percepito gli utili oppure che questi siano stati accantonati o reinvestiti. L'accertamento determina quindi un'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente.
Norme richiamate
Principio giurisprudenziale sulla presunzione di distribuzione degli utili nelle società a ristretta base societaria
"qualora siano accertati utili non contabilizzati, opera la presunzione (relativa) di attribuzione pro quota, nel periodo di imposta di riferimento, ai soci degli utili stessi"
La ristretta composizione societaria e l'accertamento di utili extracontabili consentono di presumere la distribuzione degli utili ai soci, senza necessità di una prova diretta della materiale percezione da parte di ciascuno.
Regola sull'inversione dell'onere della prova
"i soci [sono] tenuti a provare di non avere percepito utili extracontabili ovvero che gli stessi sono stati accantonati o reinvestiti"
La presunzione è relativa e può essere superata dal socio mediante prova specifica e documentata della mancata percezione degli utili o della loro destinazione ad accantonamento o reinvestimento.
Massime di principio
- Nelle società con pochi soci o con rapporti personali e diretti tra i partecipanti, gli utili extracontabili accertati in capo alla società possono essere presumibilmente imputati ai soci in proporzione alle rispettive quote.
- La presunzione non è assoluta: il socio può contestarla, ma deve fornire una prova concreta, specifica e documentata della mancata distribuzione o della diversa destinazione degli utili.
- La mera affermazione di non aver ricevuto somme, senza documentazione contabile, bancaria o societaria idonea, generalmente non è sufficiente a superare la presunzione.
- Per difendersi è opportuno dimostrare, ad esempio, l'accantonamento degli utili, il loro reinvestimento nella società, l'assenza di disponibilità finanziarie personali o altri elementi incompatibili con la distribuzione.
- L'esito dell'accertamento societario costituisce il presupposto della ripresa fiscale nei confronti dei soci, ma la presunzione deve comunque essere applicata coerentemente con la partecipazione detenuta e con il periodo d'imposta interessato.
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