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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28671/2024 del 17/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Brescia (03/04/2023). L'imputato contestava: 1) la violazione di legge e vizio di motivazione nell'applicazione della continuazione esterna perché non sarebbe stato individuato correttamente il reato più grave; 2) l'eccessivo aumento di pena rispetto agli aumenti per continuazione interna in altro processo collegato; 3) la soppressione delle generiche (vantaggi di personalità/attenuanti) da parte della Corte territoriale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al trattamento sanzionatorio. Ha confermato che non è possibile modificare la pena relativa a fatti coperti da sentenza irrevocabile e che la Corte territoriale aveva correttamente individuato il reato più grave nell'ambito della sentenza irrevocabile. Tuttavia ha ritenuto eccessiva la maggiorazione applicata per la continuazione esterna (la Corte territoriale aveva motivato un aumento in mesi 9, con precedente ricostruzione che portava alla pena di 2 anni) e ha disposto la riduzione dell'aumento tenendo conto delle generiche riconosciute dal giudice di primo grado e della riduzione per il rito abbreviato. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha rideterminato la pena complessiva in anni 1 e mesi 10 di reclusione.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. n. 74 del 2000

    Riguarda il reato per cui è stato condannato l'imputato (evasione fiscale). La Corte ha confermato la rilevanza del fatto nel computo della continuazione esterna ma ha valutato la misura dell'aumento tenendo conto delle attenuanti già riconosciute.

  • art. 10-quater d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma richiamata in relazione ad altre violazioni contestate in altro procedimento collegato; la presenza di plurime violazioni in procedimenti diversi ha inciso sulla determinazione complessiva delle maggiorazioni per continuazione.

  • art. 620 lett. l) cod. proc. pen.

    Norma procedurale che consente alla Cassazione di rideterminare la pena nel giudizio di legittimità senza rinvio quando la modifica riguarda esclusivamente il trattamento sanzionatorio; la Corte ne ha fatto uso per annullare parzialmente e rideterminare la pena.

Massime di principio

  • Non si possono modificare le determinazioni di pena riferite a fatti già oggetto di sentenza irrevocabile: la valutazione del reato più grave resta ancorata alla precedente pronuncia irrevocabile.
  • Nel calcolo delle maggiorazioni per continuazione esterna occorre tener conto di tutte le riduzioni già riconosciute (es. generiche, rito abbreviato) per evitare sovrapposizioni punitive.
  • La Corte d'appello deve motivare in modo coerente e proporzionato l'entità dell'aumento per continuazione in relazione all'entità del danno e dell'evasione; tali motivazioni sono sindacabili in Cassazione se irragionevoli o incoerenti.
  • La Cassazione può annullare senza rinvio e rideterminare la pena quando l'errore riguarda solo il trattamento sanzionatorio e è possibile quantificare immediatamente la riduzione (art. 620 c.p.p.).
  • Se si hanno condanne in più procedimenti, occorre evitare il doppio conteggio degli aumenti: bisogna partire dalla pena consolidata e aggiungere solo la maggiorazione effettivamente dovuta per la continuazione esterna, detraendo le riduzioni già riconosciute.

Testo integrale

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