Cassazione Penale, Sentenza n. 37236/2024 del 10/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Calderone impugnava la conferma di condanna per i reati ambientali (art. 256 comma 1 lett. a e art. 256-bis d.lgs. 152/2006 - capo A) e per la contravvenzione di cui all'art. 674 c.p. (capo B). Con il primo motivo deduceva che la prova non dimostrerebbe la sua personale e continuativa attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti, essendo stato identificato una sola volta in un terreno non di sua proprietà e sostenendo l'eccezione di occasionalità della condotta esimente ai sensi dell'art. 256 comma 1. Contestava inoltre l'accertamento dei presupposti relativi all'organizzazione del trasporto (assenza di veicolo, unicità del trasporto ecc.). Con il secondo motivo censurava la subordinazione della sospensione condizionale della pena all'obbligo di ripristino/bonifica del sito, rilevando che l'imputato non è proprietario del fondo e che non vi sarebbero danni da riparare (incendio in area rurale lontana dal centro, senza lamentele di terzi).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che le valutazioni dei giudici di merito siano coerenti e non illogiche, richiamando gli accertamenti dei Carabinieri che hanno riscontrato un vasto rogo su un cumulo di rifiuti, la presenza del ricorrente quale unico soggetto sul luogo e la sua disponibilità dell'area (figlio del proprietario). Ha confermato la configurabilità dei reati contestati (art. 256-bis e art. 674 c.p.) e l'assorbimento della contravvenzione prevista dall'art. 256 comma 1 nella fattispecie più grave. Quanto alla sospensione condizionale della pena, la Corte ha ritenuto legittima la subordinazione all'esecuzione degli obblighi di bonifica e ripristino, richiamando l'espresso riferimento a tali obblighi in art. 256-bis comma 5 d.lgs. 152/2006 e precisando che l'obbligo opera anche in assenza di danni a persone o cose quando vi sia alterazione percepibile del bene ambientale. Ha inoltre affermato che l'onere di bonifica può ricadere sia sul proprietario sia sull'autore della violazione ambientale e che il proprietario, se interviene, può poi rivalersi sul responsabile. Condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256
La contravvenzione prevista dall'art. 256 comma 1 lett. a) è stata ritenuta assorbita nella più grave fattispecie dell'art. 256-bis quando le attività di raccolta/smaltimento sono avvenute in funzione di successiva combustione illecita
d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256-bis
Prevede l'obbligo di bonifica e ripristino del sito colpito dalla combustione illecita di rifiuti; la Corte ha ritenuto che tale obbligo possa gravare sia sul proprietario sia sull'autore della violazione ambientale
codice penale, art. 674
Contravvenzione per getto pericoloso di cose o per condotte che arrecano molestia, confermata in relazione alle emissioni di fumo e alla molestia causata alle persone
codice penale, art. 165
Consente di subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena all'adempimento di obblighi (qui: bonifica e ripristino); tale subordinazione è stata ritenuta legittima
d.lgs. n. 152 del 2006, art. 245
Richiama l'obbligo di intervento a carico del responsabile della potenziale contaminazione, informazioni usate per ritenere che l'obbligo di bonifica possa gravare sull'autore dell'inquinamento
codice di procedura penale, art. 616
Norma che impone il pagamento delle spese processuali al ricorrente in caso di rigetto del ricorso, applicata dalla Corte
codice civile, art. 2055
Richiamato per spiegare che la regola della responsabilità solidale ex art. 2055 c.c. non si applica agli obblighi di bonifica di natura 'ex lege' di contenuto indennitario, non risarcitorio
Massime di principio
- La presenza del soggetto unico sul luogo e la sua disponibilità materiale dell'area possono essere sufficienti, se supportate da accertamenti, per attribuire la responsabilità penale per attività illecite di gestione e combustione di rifiuti.
- La tesi difensiva basata su 'occasionalità' richiede prove forti sull'assenza di organizzazione, continuità o finalità di gestione/raccolta: una diversa ricostruzione dei fatti è rimessa ai giudici di merito e non alla Cassazione, che non rivede i fatti se la motivazione è coerente.
- La sospensione condizionale della pena può essere legittimamente subordinata all'esecuzione di obblighi materiali (bonifica, ripristino) previsti dalla normativa ambientale, anche quando l'imputato non sia proprietario del terreno.
- L'obbligo di bonifica ricade primariamente sul proprietario ma può gravare anche sull'autore dell'inquinamento; il proprietario che provvede può poi rivalersi civilmente sul responsabile secondo le regole previste.
- La sussistenza di un danno a terzi non è sempre necessaria per imporre la bonifica: è sufficiente un'alterazione apprezzabile del bene ambientale determinata dalla condotta illecita.
- Nel ricorso per cassazione le censure devono mirare a vizi di legittimità della motivazione e non a una semplice proposta di ricostruzione alternativa dei fatti; in assenza di illogicità o contraddizione la valutazione di merito è sostanzialmente vincolante.
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