Sentenza del 19/02/2020 n. 230 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Accertamento per adesione nelle imposte indirette - Nomen iuris di un atto e contenuto sostanziale dello stesso - Interventi imponibili e esenti di cui al d.P.R. 380/2001
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione dell'avviso di liquidazione con due censure principali: 1) illegittimità del diniego del procedimento di accertamento con adesione (ragionando che l'atto, pur intitolato "avviso di liquidazione", era in realtà frutto di una attività valutativa dell'Ufficio e quindi assimilabile ad un accertamento, con conseguente applicabilità della procedura di adesione e dei termini ad essa connessi); 2) nel merito, contestazione della riqualificazione degli interventi edilizi come "manutenzione straordinaria" (esente IVA) da parte dell'Ufficio e riaffermazione della natura di "ristrutturazione/risanamento conservativo" (che legittimerebbe l'applicazione dell'IVA ex art. 10, comma 1, n. 8-bis DPR 633/1972).
La decisione
La Commissione d'Appello ha riformato la pronuncia di primo grado accertando che il procedimento di accertamento con adesione è applicabile anche alle imposte indirette e che il nomen iuris dell'atto non esclude la tutela dell'adesione quando l'Ufficio ha svolto un'attività valutativa; di conseguenza ha dichiarato ammissibile il ricorso. Sul merito però ha ritenuto che le opere descritte (rifacimento impianti, pavimenti, sostituzione infissi, tinteggiature, nuovi impianti idrico-sanitari ed elettrici) rientrano nella manutenzione straordinaria (art. 3, lett. b) DPR 380/2001) e non nel risanamento conservativo o nella ristrutturazione (lett. c) e d)), per cui opera l'esenzione IVA; pertanto ha respinto il ricorso nel merito e ha compensato le spese di giudizio.
Norme richiamate
D.Lgs. 31 maggio 1999, n. 218, art. 12
"Nel caso in cui sia stato notificato avviso di accertamento .."
La CTR interpreta la norma in modo funzionale: se l'atto amministrativo ha contenuto valutativo (riqualificazione della fattispecie impositiva) esso va trattato come accertamento anche se denominato "avviso di liquidazione", rendendo applicabile la procedura di accertamento con adesione.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10, comma 1, n. 8-bis
"Le cessioni poste in essere dalle imprese che vi hanno eseguito gli interventi di cui all'art. 3, comma 1, lett. c) e d) d.P.R. 380/2001"
La norma consente l'assoggettamento ad IVA delle cessioni realizzate dalle imprese che hanno effettuato risanamento conservativo o ristrutturazione (lett. c) e d) art. 3 DPR 380/2001), mentre non ricomprende le opere tipiche di manutenzione straordinaria (lett. b).
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 3, comma 1, lett. b), c), d)
Definizioni: lett. b) manutenzione straordinaria; lett. c) risanamento conservativo; lett. d) ristrutturazione
La decisione applica le definizioni normative per qualificare le opere: manutenzione straordinaria = rinnovazione/sostituzione impianti, frazionamento/unità senza aumento volumetria o destinazione d'uso (esente IVA); risanamento conservativo = rinnovo elementi costitutivi o mutamento destinazione d'uso; ristrutturazione = ripristino/sostituzione elementi costitutivi con possibile aumento superficie utile (attivano il regime IVA opzionale per le imprese costruttrici ai sensi dell'art. 10, n.8-bis).
Massime di principio
- Il contenuto sostanziale dell'atto prevale sul nomen iuris: se l'Ufficio ha compiuto un'attività valutativa e di riqualificazione della fattispecie fiscale, l'atto va considerato come accertamento e la procedura di accertamento con adesione può trovare applicazione anche se l'atto è intitolato "avviso di liquidazione".
- Quando l'Ufficio notifica un avviso che deriva da un'istruttoria e da una valutazione (non da mera liquidazione di somme dichiarate o correzione di errori materiali), il contribuente deve considerare aperta la possibilità di adesione o, in difetto, che i termini speciali collegati all'adesione possano decorrere.
- Per la qualificazione delle opere edilizie ai fini IVA occorre riferirsi alle distinzioni sostanziali del DPR 380/2001: verifica tecnica della presenza di aumento di volumetria/superficie utile o cambio di destinazione d'uso (indici di risanamento/ristrutturazione) vs. interventi che si limitano al rinnovo/sostituzione di impianti e finiture senza variazione strutturale (manutenzione straordinaria).
- In controversie su IVA vs. esenzione e conseguente imposta di registro, è fondamentale produrre documentazione tecnica (progetti, CILA/SCIA/permessi, perizie, certificazioni direzione lavori) che attesti la natura effettiva degli interventi e ogni elemento che possa dimostrare aumento di volume/superficie o variazione di destinazione d'uso.
- Proceduralmente, il contribuente deve valutare subito se richiedere adesione o proporre ricorso; se l'Ufficio nega l'adesione (o se l'atto è di fatto un accertamento), il termine per il ricorso dovrà essere valutato alla luce dell'effettiva natura dell'atto e non soltanto del suo intitolazione formale.
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