Cassazione Civile, Sentenza n. 13309/2021 del 18/05/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
il contribuente contestava la legittimità della cartella di pagamento per mancata preventiva comunicazione, per presunta decadenza dal potere di liquidazione ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. n.600/1973, per vizi formali del ruolo (assenza di sottoscrizione, mancanza di deleghe e poteri di firma e rappresentanza dell'ufficio provinciale), per carenza di motivazione nella determinazione degli importi e per vizi nella liquidazione in presenza di violazioni ripetute; inoltre censurava la quantificazione delle spese di giudizio
La decisione
la Corte ha rigettato il ricorso. Ha confermato la legittimità della cartella ritenendo che, trattandosi di controllo cartolare basato sui dati della dichiarazione o dell'anagrafe tributaria, la motivazione poteva essere il mero richiamo alla dichiarazione stessa; ha escluso la decadenza visto che il termine decadenziale (31 dicembre del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione) non è stato allegato come superato dal contribuente; ha affermato che l'assenza di sottoscrizione leggibile non invalida l'atto se questo è riferibile inequivocabilmente all'organo emittente e che gli uffici locali dell'Agenzia hanno legittimazione processuale; ha ritenuto infondati i rilievi sulla motivazione e sulle violazioni ripetute, e ha respinto le doglianze sulle spese, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di lite (euro 2.300,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito) e dichiarando i presupposti per il versamento dell'eventuale ulteriore contributo unificato
Norme richiamate
art. 36-bis d.P.R. n.600/1973
stabilisce il regime del controllo formale delle dichiarazioni; la Corte interpreta che nei controlli cartolari effettuati ai sensi dell'art.36-bis la cartella motivata con il richiamo alla dichiarazione è valida se la liquidazione si basa sui dati dichiarati o rinvenibili negli archivi dell'anagrafe tributaria
art. 54-bis d.P.R. n.633/1972
norma parallela all'art.36-bis per l'IVA; viene richiamata per affermare l'identico principio secondo cui la cartella può limitarsi al richiamo alla dichiarazione nei controlli cartolari
art. 25 d.P.R. n.602/1973
disciplinando il modello della cartella per la riscossione, la Corte osserva che il modello non richiede la sottoscrizione dell'esattore, per cui l'omessa sottoscrizione non determina automaticamente invalidità dell'atto
art. 12 d.P.R. n.602/1973
richiamato in relazione ai vizi del ruolo; la Corte ritiene infondate le doglianze sulla sottoscrizione e sulla forma del ruolo quando l'atto risulti riferibile all'organo emittente
art. 5 del Regolamento di amministrazione delle Agenzie e art. 66 d.lgs. n.300/1999
sostengono la legittimazione processuale degli uffici locali dell'Agenzia delle Entrate; la Corte conferma che gli uffici locali possono agire e difendersi mediante la rappresentanza del direttore
art. 91 c.p.c.
richiamato in tema di liquidazione delle spese di giudizio; la Corte ha esaminato e respinto le censure sul modo in cui la CTR ha quantificato diritti e onorari
art. 360 c.p.c. (comma 1, n.3 e n.4)
norma processuale invocata per i motivi di cassazione; la Corte dichiara inammissibili alcune doglianze per genericità e insufficiente specificazione ai sensi dell'art.360
art. 15 comma 2-bis d.lgs. n.546/1992 e tabelle del D.M. n.127/2004
richiamati in relazione alla determinazione delle spese di lite; la Corte ritiene che la CTR ha adeguatamente valutato la questione e che i rilievi del contribuente erano infondati o inammissibili
d.P.R. n.115/2002 art.13
norma sul contributo unificato: la Corte dichiara sussistenti i presupposti per l'eventuale versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato
Massime di principio
- Nel controllo cartolare ex art.36-bis (e art.54-bis per l'IVA), se la liquidazione è basata su dati contenuti nella dichiarazione o negli archivi dell'anagrafe tributaria la cartella può essere motivata con il semplice richiamo alla dichiarazione, perché il contribuente conosce i presupposti della pretesa
- L'assenza di una sottoscrizione leggibile sulla cartella non ne determina automaticamente l'invalidità se l'atto risulta inequivocabilmente riferibile all'organo amministrativo competente e se il modello approvato non richiede la firma dell'esattore
- La decadenza del potere di notificare la cartella trova termine nel 31 dicembre del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione; il contribuente che deduce la decadenza deve allegare e dimostrare il superamento del termine
- Gli uffici locali dell'Agenzia delle Entrate hanno legittimazione processuale e possono essere rappresentati dal direttore, salvo specifica prova contraria sulla carenza di poteri
- I ricorsi in Cassazione che deducono omessa pronuncia o vizi motivazionali devono essere specifici e autosufficienti: censure generiche o non adeguatamente circostanziate possono essere dichiarate inammissibili
- In presenza di controlli automatizzati basati sulla dichiarazione, il giudice accetta motivazioni sintetiche purché non risultino profili concreti di incertezza sui calcoli o sui presupposti della pretesa
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