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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17036/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Rolletta era stato condannato per il reato previsto dall'art. 650 cod. pen. per aver ricevuto e detenuto un telefono cellulare nel carcere dove era ristretto (giugno 2018), in violazione del regolamento interno. Ha impugnato in Cassazione sostenendo, primo, che l'art. 650 non fosse applicabile perché all'epoca era vietata solo l'introduzione del telefono e non il suo uso, e, secondo, che il diniego delle attenuanti generiche non poteva fondarsi esclusivamente sui precedenti penali senza tener conto del suo successivo status di collaboratore di giustizia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo per ragione più generale: l'art. 650 cod. pen. punisce l'inosservanza di provvedimenti dell'Autorità aventi carattere individuale o plurimo (ordini specifici), non la violazione di norme regolamentari di carattere generale come il regolamento interno di un istituto penitenziario. Ha inoltre osservato che, sebbene sia stata successivamente introdotta (con l'art. 391-ter cod. pen.) una specifica fattispecie che sanziona l'accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte dei detenuti, tale norma è intervenuta dopo i fatti e non è applicabile retroattivamente. Per tali ragioni la condotta contestata non integra il reato di cui all'art. 650: la sentenza è stata annullata senza rinvio per insussistenza del fatto; il secondo motivo è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 650 cod. pen.

    La norma incrimina l'inosservanza di provvedimenti emanati dall'Autorità a carattere individuale o plurimo (ordini specifici imposti a persone determinate) e non l'inosservanza di regolamenti o disposizioni di carattere generale.

  • art. 391-ter cod. pen. (introdotto dall'art. 9, comma 1, d.l. 21/10/2020, n. 130, conv. dalla l. 18/12/2020, n. 173)

    l'accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte dei detenuti

    È una fattispecie penale specifica volta a reprimere l'introduzione, la detenzione e l'uso di telefoni cellulari in carcere; tuttavia è applicabile solo ai fatti commessi dopo la sua entrata in vigore e non retroagisce sui reati anteriori.

  • Regolamento interno dell'istituto penitenziario

    Si tratta di una disposizione di carattere generale rivolta alla collettività dei detenuti; la sua violazione non integra il reato di cui all'art. 650, che richiede un ordine specifico destinato a persone determinate.

Massime di principio

  • L'art. 650 cod. pen. si applica soltanto alla violazione di ordini individuali o plurimi impartiti dall'Autorità in relazione a situazioni contingenti; non è lo strumento corretto per sanzionare la violazione di regolamenti generali.
  • La violazione del regolamento interno di un carcere deve essere valutata in termini di responsabilità disciplinare o, se previsto, alla luce di norme penali specifiche; non può essere automaticamente qualificata come reato ai sensi dell'art. 650.
  • Se il legislatore introduce successivamente una fattispecie penale specifica (es. art. 391-ter) per punire condotte precedentemente regolate solo da atti regolamentari, tale norma non può essere applicata retroattivamente ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore.
  • Nelle impugnazioni concernenti il diniego delle attenuanti generiche, il giudice deve valutare complessivamente la personalità dell'imputato; se sussistono circostanze sopravvenute rilevanti (per es. assunzione dello status di collaboratore di giustizia), queste devono essere prese in considerazione nella valutazione delle attenuanti.
  • In casi simili, il ricorrente può ottenere l'annullamento senza rinvio quando la Corte ritenga che manchi il presupposto giuridico del fatto (insussistenza del fatto tipico), evitando così un nuovo giudizio di merito.

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