Cassazione Penale, Sentenza n. 16036/2023 del 14/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di riesame del Tribunale di Siracusa che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto del GIP che disponeva il sequestro preventivo ex artt. 321, 322 ter c.p.p. per un valore di €167.650,72, in relazione alla presunta illecita percezione di contributi AGEA per gli anni 2019-2021. L'imputazione era fondata sul fatto che Di Mauro aveva percepito contributi per terreni sui quali aveva perso il titolo già dal 10/01/2019 (annotazione notarile di inadempimento). Il ricorrente ha dedotto: 1) vizio di motivazione e violazione di legge nella contestazione del fumus commissi delicti, sostenendo che, nonostante la perdita della titolarità formale, aveva mantenuto la disponibilità materiale e la conduzione agricola dei fondi fino al 05/11/2021; 2) violazione di legge e carenza/assenza di motivazione sulla proporzionalità e adeguatezza del quantum sequestrato, rilevando che oltre il 40% dei terreni era di effettiva proprietà e che solo la quota relativa ai terreni restituiti all'ISMEA avrebbe dovuto essere oggetto di misura.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per reiterazione di questioni già oggetto di valutazione in sede di riesame e perché le censure proposte sono ricostruzioni alternative dei fatti non ammissibili in sede di legittimità ex art. 325 c.p.p. La Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse valutato in modo coerente gli elementi a sostegno del fumus: la relazione tecnica che documentava la distruzione dell'azienda nel 2018 e l'assenza di documentazione probante la prosecuzione dell'attività agricola (es. fatture di vendita) nel periodo 2019-2021. Sui profili del quantum la Corte ha confermato che il calcolo dell'indebito profitto è rimesso alle indagini e che il riesame non è sede ordinaria per verifiche nuove salvo manifesta sproporzione. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di €3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 321 c.p.p.
Norma richiamata come base per il sequestro preventivo; la Corte valuta che il decreto di sequestro sia stato emesso in conformità ai presupposti normativi
art. 322 ter c.p.p.
Norma sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, richiamata come titolo del provvedimento ablativo oggetto di riesame
art. 640 bis c.p.
Delitto contestato (frode in danno della UE/agevolazione indebita); la Corte prende atto della qualificazione normativa dei fatti alla base del sequestro
art. 483 c.p.
Falsa attestazione/riconducibilità di comportamenti falsi; richiamata tra le fattispecie oggetto di contestazione
art. 76 d.p.r. 445/2000
Richiamato in relazione a falsità e responsabilità per dichiarazioni amministrative inesatte
art. 325 c.p.p.
Principio chiave: il ricorso per cassazione avverso le ordinanze di riesame è ammesso solo per violazione di legge; la Corte ha applicato questo limite per dichiarare inammissibile il ricorso
art. 616 c.p.p.
Norma che disciplina l'effetto dell'inammissibilità del ricorso (condanna alle spese e possibile sanzione pecuniaria); applicata dalla Corte per condannare il ricorrente
artt. 1523, 1470, 1465, 1476, 1326 c.c.
Norme del codice civile richiamate dal ricorrente in tema di contratto con patto di riservato dominio, inadempimento e effetti della risoluzione; la Corte le considera nell'analisi fattuale ma ritiene prevalente la valutazione probatoria sulla effettiva disponibilità dei terreni
art. 9 D.M. 20 marzo 2015 n.1922
Normativa amministrativa sui requisiti per il riconoscimento dei contributi agricoli; citata dal ricorrente, la Corte valuta la pretesa alla luce della prova dell'effettiva conduzione
Massime di principio
- Avverso ordinanze di riesame il ricorso per cassazione è ammesso solo per motivi di diritto (violazione di legge) ex art. 325 c.p.p.; non è possibile chiedere alla Cassazione una rivalutazione ex novo dei fatti o dedurre semplici vizi logici della motivazione.
- La valutazione della sussistenza del fumus commissi delicti, soprattutto in materia di indebita percezione di contributi pubblici, è fondata sulla prova della perdita del titolo e sull'effettiva conduzione dei fondi: la difesa deve fornire documentazione probante (es. fatture, documenti di commercializzazione, prove di coltivazione) per contrastare l'accertamento investigativo.
- Nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente il calcolo del 'quantum' del profitto è principalmente affidato all'attività investigativa; il riesame non può svolgere accertamenti di merito sul rapporto tra valore dei beni sequestrati e profitto salvo che si alleghi e dimostri una manifesta sproporzione.
- Le relazioni tecniche e l'assenza di documentazione a supporto della prosecuzione dell'attività agricola possono legittimare la misura cautelare reale in fase di indagine: le deduzioni difensive che prospettano spiegazioni alternative richiedono elementi probatori concreti per essere accolte.
- L'inammissibilità del ricorso può comportare condanne alle spese processuali e sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., salvo giustificazioni che giustifichino l'esonero.
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