Sentenza n. 830/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento previa sospensione cautelare A) Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: del silenzio illegittimamente serbato sull'istanza di accesso alle misure di accoglienza per richiedenti asilo, e di ogni altro atto successivo, prodromico, conseguente, consequenziale, connesso o presupposto, anche non conosciuto. B) Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 3.12.2025: del provvedimento di rigetto dell'istanza di attivazione delle misure di accoglienza Prot. Uscita n. -OMISSIS- del 02.12.2025, emesso dalla Prefettura di Milano-Ufficio Territoriale del Governo e di ogni altro atto successivo, prodromico, conseguente, consequenziale, connesso, o presupposto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di attivazione delle misure di accoglienza per richiedenti asilo, successivamente seguito da un provvedimento espresso di rigetto impugnato con motivi aggiunti
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto, ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., un'azione avverso il silenzio della Prefettura sull'istanza di attivazione delle misure di accoglienza, presentata il 13 ottobre 2025. Ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e la condanna dell'amministrazione a concludere il procedimento con un provvedimento espresso. Nel corso del giudizio, la Prefettura ha adottato, il 2 dicembre 2025, un provvedimento espresso di rigetto dell'istanza, impugnato dal ricorrente con motivi aggiunti. La sentenza esamina esclusivamente il ricorso introduttivo contro il silenzio; la controversia sul provvedimento espresso di rigetto resta da trattare nel merito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo per sopravvenuta carenza di interesse. L'adozione, nelle more del giudizio, del provvedimento espresso di rigetto ha fatto venir meno l'inerzia amministrativa e, quindi, la condizione dell'azione necessaria per ottenere una pronuncia dichiarativa sull'illegittimità del silenzio e una condanna a provvedere. Il giudizio prosegue invece, con udienza pubblica già fissata, per l'esame nel merito dei motivi aggiunti contro il provvedimento di rigetto. Le spese sono state riservate alla sentenza definitiva.
Norme richiamate
art. 31 c.p.a.
L'interesse alla decisione sull'azione avverso il silenzio deve persistere fino alla pronuncia; l'adozione di un provvedimento espresso nelle more elimina l'inerzia oggetto del giudizio.
art. 117 c.p.a.
La condanna dell'amministrazione a provvedere presuppone che, al momento della decisione, perduri l'inerzia amministrativa. Se l'amministrazione provvede durante il giudizio, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 36, comma 2, c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale della pronuncia non definitiva.
Massime di principio
- Nell'azione avverso il silenzio, l'interesse a ottenere l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e la condanna dell'amministrazione a provvedere deve permanere fino al momento della decisione.
- L'adozione di un provvedimento espresso in risposta all'istanza dell'interessato durante il giudizio avente a oggetto il silenzio determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, perché viene meno l'inerzia amministrativa.
- La qualificazione processuale dipende dal momento in cui l'amministrazione provvede: se il provvedimento interviene prima del ricorso, ricorre carenza originaria dell'interesse; se interviene nelle more del giudizio, il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
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