Cassazione Penale, Sentenza n. 27513/2024 del 10/07/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Bologna che non ha convalidato l'arresto facoltativo operato dalla Polizia giudiziaria per il reato di cui all'art.495 cod. pen. (dichiarazione di false generalità) e ha respinto la richiesta di misura cautelare disponendo l'immediata liberazione. Il fatto emerso durante il controllo su strada: l'arrestato, alla guida senza documenti né patente, aveva declinato false generalità; nel veicolo è stato rinvenuto un coltello a scatto (lama cm.7) il cui porto è vietato (art.699 cod. pen.). Il PM ha censurato la valutazione del Tribunale che ha valorizzato la "regolare condotta di vita" acquisita solo successivamente dalla difesa, sostenendo che il giudice di convalida deve operare un controllo di mera ragionevolezza basato sugli elementi conosciuti al momento dell'arresto, e che le circostanze (possesso di coltello, false generalità, precedenti) giustificavano la convalida.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Pubblico ministero e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, statuendo che l'arresto era stato legittimamente eseguito. La Corte ha osservato che, sebbene le conclusioni scritte del Procuratore Generale depositate il giorno dell'udienza risultassero tardive e non dovessero essere considerate, il ricorso era comunque fondato sulla ricostruzione dei fatti e sulla giurisprudenza richiamata: il Tribunale aveva valutato elementi acquisiti dopo l'arresto (la "regolare condotta di vita") che gli agenti non potevano conoscere al momento dell'intervento, mentre le circostanze ex ante (conduzione del veicolo senza documenti, declinazione di false generalità, possesso di coltello proibito e precedenti) consentivano una valutazione di ragionevolezza in ordine alla convalida dell'arresto. Per queste ragioni è stata disposta l'annullamento senza rinvio con formula "per essere stato l'arresto legittimamente eseguito".
Norme richiamate
art. 495 cod. pen.
Norma che punisce chi dà false generalità; la condotta contestata al ricorrente è la declinazione di false generalità ai Carabinieri al momento del controllo su strada.
art. 699 cod. pen.
Disciplina il porto di armi o strumenti atti ad offendere senza giustificato motivo; il rinvenimento del coltello a scatto è stato valutato come elemento rilevante ai fini della pericolosità e della gravità della situazione.
art. 381, comma 4, cod. proc. pen.
Stabilisce i requisiti per l'arresto in flagranza facoltativo (gravità del fatto ovvero personalità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto); la Corte ha ritenuto che, alla luce degli elementi disponibili al momento dell'arresto, sussistessero ragioni che legittimavano l'arresto.
art. 611, comma 1, cod. proc. pen.
Fissa il termine per il deposito della requisitoria scritta del Procuratore Generale in Cassazione (quindicesimo giorno antecedente l'udienza); la Corte ha ricordato che conclusioni depositate oltre tale termine sono "tardive" e in genere non devono essere considerate.
Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez.5, n.1814 del 26/10/2015, dep.2016, Koraj, Rv.265885)
Principio secondo cui il giudice della convalida dell'arresto facoltativo deve compiere un controllo di mera ragionevolezza, ponendosi nella stessa situazione di chi ha operato l'arresto e basandosi sugli elementi all'epoca conosciuti, senza estendere il controllo alla verifica dei presupposti di responsabilità.
Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez.1, n.28299 del 27/05/2019, R., Rv.276414)
Principio secondo cui la requisitoria scritta del Procuratore Generale depositata oltre il termine di cui all'art.611 cod. proc. pen. è tardiva e le relative argomentazioni non devono essere prese in considerazione.
Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez.5, n.30114 del 06/02/2018, PM in proc. P., Rv.273279)
Indirizzo per cui, quando l'arresto risulti legittimo, la Cassazione può annullare senza rinvio l'ordinanza di diniego di convalida perché non è necessaria la celebrazione di un nuovo giudizio rescissorio su una fase ormai esauritasi.
Massime di principio
- Nel giudizio di convalida di un arresto facoltativo in flagranza il giudice deve limitarsi a un controllo di mera ragionevolezza basato sugli elementi noti al momento dell'intervento degli agenti; non è permesso operare un esame ex post che valorizzi elementi acquisiti successivamente alla polizia giudiziaria.
- La presenza di circostanze come il possesso di un'arma o strumento atto ad offendere, la declinazione di false generalità, la guida senza documenti e la presenza di precedenti possono, valutate ex ante, giustificare la convalida dell'arresto per concreto rischio o gravità del fatto.
- Se il giudice di merito valuta elementi emergenti solo in fase successiva (es. documentazione difensiva che attesta "regolare condotta di vita") non può utilizzare tali elementi per disconoscere la ragionevolezza della scelta arbitraria svolta dagli agenti al momento dell'arresto.
- In Cassazione le memorie e requisitorie depositate oltre il termine previsto dall'art.611 cod. proc. pen. sono normalmente inammissibili ai fini dell'argomentazione, benché la Corte possa comunque decidere sul merito se il ricorso sia fondato sulla base degli atti regolarmente acquisiti.
- Quando la Corte ritiene che l'arresto sia stato legittimo la formula corretta è l'annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata, per evitare un inutile giudizio successivo su una fase già esaurita.
- Per le forze di polizia è essenziale documentare chiaramente al momento dell'intervento le ragioni dell'arresto (circostanze di fatto e contestazioni) perché la validità della convalida si giudica sulla base di tali elementi immediatamente disponibili.
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