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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32409/2024 del 09/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza di revoca della sospensione condizionale della pena, sostenendo che la successiva condanna a pena detentiva potrebbe essere sostituita con lavoro di pubblica utilità ai sensi del d.P.R. 150/2022 (art. 95) e che, perciò, le determinazioni conseguenti ex art. 168 c.p. avrebbero dovuto essere rinviate fino all'esito della procedura di sostituzione della pena. Deduce un unico motivo fondato sull'art. 606 comma 1 lett. b) c.p.p., in relazione all'art. 168 c.p., lamentando che la revoca non avrebbe dovuto essere decisa prima della definizione del procedimento di sostituzione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza originaria di interesse ai sensi dell'art. 591 comma 1 lett. a) c.p.p. Motivo: la sostituzione della pena detentiva con lavoro di pubblica utilità non era ancora stata disposta al momento del ricorso, per cui la censura del ricorrente rimaneva ipotetica e non idonea a produrre un vantaggio concreto e attuale con l'annullamento dell'ordinanza impugnata. La Corte ha richiamato l'attività del Giudice dell'esecuzione che aveva comunque avviato gli accertamenti e rinviato la decisione sulla sostituzione, mentre la revoca della sospensione condizionale era fondata sull'attuale esistenza della condanna a pena detentiva. Conseguenze: dichiarazione di inammissibilità, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 comma 1 lett. b) cod. proc. pen.

    art. 606 comma 1 lett. b) cod. proc. pen.

    La deduzione difensiva invocava questo vizio (motivo di cassazione) ma la Corte non ha esaminato il merito perche' ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse; dunque la normativa è stata richiamata come titolo del motivo, non accolta sul fondo.

  • art. 168 cod. pen.

    Riferimento alle conseguenze della condanna sulla sospensione condizionale della pena: la Corte ha ritenuto che, allo stato, la revoca possa fondarsi sull'esistenza di una condanna ad una pena detentiva definitiva, e che eventuali effetti diversi derivanti da una futura sostituzione della pena siano ipotetici finché la sostituzione non sia disposta.

  • art. 95 d.P.R. 10 ottobre 2022, n. 150

    art. 95 d.P.R. 10 ottobre 2022, n. 150

    La norma disciplina la procedura di sostituzione della pena detentiva con lavoro di pubblica utilità. Nel caso concreto la procedura era pendente; la Corte ha ritenuto che la mera pendenza rende ipotetica l'utilità dell'impugnazione contro la revoca della sospensione condizionale.

  • art. 591 comma 1 lett. a) cod. proc. pen.

    art. 591, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

    Norma alla base della decisione di inammissibilità: l'impugnazione è inammissibile quando chi la propone è privo di interesse. La Corte ha applicato tale principio per dichiarare inammissibile il ricorso.

  • art. 568 comma 4 cod. proc. pen.

    art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Principio secondo cui per proporre impugnazione è necessario un interesse concreto e attuale che persista fino alla decisione; la Corte lo ha richiamato per valutare l'assenza di interesse concreto del ricorrente.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Corte cost., sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione alla determinazione della somma da versare alla Cassa delle ammende e all'assenza di elementi che giustifichino l'esenzione del ricorrente da tale pagamento nella causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione condizionale della pena può fondarsi sull'esistenza di una condanna a pena detentiva definitiva; la mera pendenza di una procedura di sostituzione della pena rende la contestazione della revoca ipotetica e può determinare l'inammissibilità dell'impugnazione per carenza di interesse.
  • Per impugnare con successo una revoca occorre un interesse concreto, attuale e persistente fino alla decisione: se l'evento che potrebbe mutare lo stato giuridico (es. sostituzione della pena) non è ancora disposto, il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile.
  • Se si ritiene che una decisione del Giudice dell'esecuzione sia prematura rispetto a una procedura pendente (es. sostituzione della pena), è preferibile chiedere al Giudice stesso misure cautelari o il rinvio della revoca fino alla definizione della procedura alternativa, anziché proporre immediatamente ricorso per cassazione.
  • Nelle impugnazioni è essenziale dimostrare che l'annullamento del provvedimento impugnato produrrebbe un vantaggio concreto e immediato per il ricorrente; argomentazioni basate su futuri e incerti esiti procedurali sono deboli e spesso inefficaci.
  • La difesa dovrebbe monitorare e documentare lo stato concreto delle procedure sostitutive della pena (es. atti dell'UEPE, disponibilità di enti per lavori di pubblica utilità) per poter dimostrare, se possibile, l'esistenza di un interesse attuale alla rimozione della revoca.

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