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Sentenza

Sentenza n. 3341/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del T.R.G.A. - sezione autonoma della provincia di BOLZANO n. 244/2024, resa tra le parti,

Giustizia amministrativa202503223

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TRGA di Bolzano che aveva respinto il ricorso contro la modifica d'ufficio del piano urbanistico comunale relativa al collegamento della SS 52 con la SS 49, comprendente l'inserimento dell'intersezione e la rimozione del passaggio a livello

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente territoriale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'associazione ambientalista ha impugnato la sentenza di primo grado deducendo, anzitutto, la violazione della disciplina provinciale in materia urbanistica e delle norme costituzionali sul riparto delle competenze, sostenendo l'illegittimità della modifica d'ufficio del piano urbanistico e la carenza del coinvolgimento degli organi comunali. Ha inoltre dedotto violazioni della disciplina provinciale sul procedimento urbanistico e paesaggistico, del d.lgs. 152/2006, della direttiva 2001/42/CE, della Convenzione di Berna, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e della Costituzione, lamentando l'omessa o erronea valutazione degli impatti ambientali e la mancata sottoposizione a VAS. È stato riproposto anche un motivo assorbito in primo grado, relativo alla mancata VAS, al difetto di istruttoria e motivazione e all'errata valutazione dei fatti. Le censure erano riferite alla tutela dell'habitat del castoro europeo.

La decisione

L'appello è stato respinto. Il Consiglio di Stato ha preliminarmente delimitato la legittimazione dell'associazione ambientalista, ritenendo ammissibili soltanto le censure direttamente correlate alla tutela ambientale e alla possibile incidenza concreta dell'opera sull'habitat del castoro europeo, con esclusione delle contestazioni aventi valenza meramente urbanistico-edilizia o paesaggistica. Nel merito, ha ritenuto legittima la competenza provinciale, trattandosi di un'opera di interesse provinciale riguardante due strade statali e una linea ferroviaria, inserita nel Piano complessivo delle opere olimpiche. Ha inoltre rilevato il positivo coinvolgimento del Comune di San Candido e la correttezza dell'iter procedimentale. La verifica ambientale svolta dall'Agenzia provinciale il 28 agosto 2023 aveva escluso la significatività dell'impatto e stabilito che il progetto non dovesse essere sottoposto a VAS; tale determinazione costituiva un autonomo provvedimento immediatamente lesivo e impugnabile, ma non era stata contestata tempestivamente. Lo screening VAS non è una fase meramente interna, bensì un procedimento amministrativo autonomo. Le censure relative alla partecipazione e alla tutela giurisdizionale sono state ritenute infondate e generiche, poiché l'ordinamento garantiva accesso, partecipazione e impugnazione tempestiva. L'associazione non aveva prodotto elementi tecnici o specialistici idonei a dimostrare una concreta incidenza negativa sull'ambiente o sul castoro europeo, essendosi limitata ad articoli di stampa e al richiamo a una conferenza pubblica. Le questioni pregiudiziali di diritto UE sono state ritenute irrilevanti. Spese compensate.

Norme richiamate

  • artt. 48, 50, 53, 54 e 103, comma 5, l.p. n. 9/2018

    La disciplina provinciale attribuisce alla Provincia la competenza per gli atti urbanistici connessi a opere di interesse provinciale e regola i profili paesaggistici; nel caso concreto la competenza provinciale è stata ritenuta sussistente e l'intervento comunale comunque positivamente realizzato.

  • l.p. n. 17/2017, artt. 6 e 7

    Richiamata quale disciplina provinciale del procedimento e delle valutazioni ambientali; le censure fondate su tali disposizioni sono state respinte anche in ragione dell'intervenuta verifica ambientale non tempestivamente impugnata.

  • d.lgs. n. 152/2006

    Richiamato in materia di valutazioni ambientali; non è stata ravvisata alcuna violazione, essendo stata effettuata la verifica di assoggettabilità a VAS.

  • direttiva 2001/42/CE

    Richiamata in materia di VAS; il giudice ha ritenuto conforme il sistema interno che assicura strumenti di cognizione, partecipazione e tutela giurisdizionale.

  • art. 11 direttiva 2011/92/UE

    La disposizione richiede l'accesso a un sindacato giurisdizionale o indipendente effettivo; secondo il giudice tale garanzia era assicurata, mentre la mancata impugnazione tempestiva dipendeva dall'inerzia dell'interessato.

  • art. 50 l.p. n. 9/2018

    La correttezza dell'iter seguito rileva anche ai fini della pianificazione paesaggistica, considerata la composizione e il parere positivo della Commissione provinciale Territorio e Paesaggio.

  • artt. 3 e 7 c.p.a.

    Richiamati dall'appellante in relazione ai principi processuali e partecipativi; le relative censure non sono state accolte.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato dall'appellante; il giudice non ha ravvisato la violazione dedotta.

  • art. 47 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    La garanzia della tutela giurisdizionale effettiva è stata ritenuta rispettata dall'ordinamento interno.

  • artt. 9, 11 e 113 Cost.

    Richiamati dall'appellante in materia di tutela ambientale, apertura all'ordinamento europeo e tutela giurisdizionale; nessuna violazione è stata accertata.

Massime di principio

  • Un'associazione ambientalista è legittimata a impugnare atti urbanistici o pianificatori soltanto per censure direttamente correlate alla tutela ambientale concretamente perseguita; non può dedurre vizi di natura meramente urbanistico-edilizia se l'utilità ambientale è soltanto indiretta o strumentale.
  • La legittimazione di un'associazione ambientalista deve essere valutata in concreto considerando l'ampiezza dell'intervento, gli obiettivi statutari, la rappresentatività e la stabilità territoriale dell'associazione, nonché lo specifico bene o specie tutelato e la concreta incidenza dell'opera su di esso.
  • La verifica di assoggettabilità a VAS costituisce un autonomo procedimento amministrativo e il relativo provvedimento conclusivo è autonomamente e immediatamente impugnabile dai soggetti legittimati; la mancata impugnazione tempestiva impedisce di rimetterne in discussione gli esiti mediante la successiva impugnazione dell'atto urbanistico collegato.
  • La contestazione di una valutazione ambientale richiede allegazioni specifiche e, quando necessario, elementi tecnici idonei a prospettare una concreta incidenza negativa sull'ambiente o sul bene naturalistico tutelato; articoli di stampa e richiami generici a iniziative pubbliche non sono sufficienti.
  • La disciplina europea sulla tutela giurisdizionale in materia ambientale non impedisce agli ordinamenti nazionali di prevedere termini processuali e di delimitare le censure ammissibili, purché sia garantito un accesso effettivo a un giudice o a un'autorità indipendente e siano disponibili strumenti di partecipazione e conoscenza del procedimento.

Come è indicizzato

MaterieAree protette, fauna e floraPiani regolatori e variantiVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiAmbienteUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardivitàDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

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