Cassazione Penale, Sentenza n. 30955/2024 del 29/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che rigettava la loro istanza di revoca dell'ordine di demolizione: denunciavano errata identificazione del bene e dei provvedimenti amministrativi (numeri di permessi di costruire e particelle catastali diversi da quelli indicati dalle ricorrenti), contraddittorietà e illogicità della motivazione sostenendo che la demolizione riguarderebbe solo le opere abusive connesse al permesso n.8/2004 e non l'intero immobile, che il permesso n.34/2014 sarebbe stato rilasciato con obbligo unilaterale di ottemperare alla sentenza e che la sospensiva del TAR Campania sull'annullamento in autotutela dei permessi renderebbe irrilevante l'ordine di demolizione
La decisione
La Corte ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e inammissibili. Ha ritenuto che il Giudice dell'esecuzione non abbia errato nell'identificare l'immobile oggetto dell'incidente (lotto n.42) e che l'ordinanza impugnata si sia basata su fondamento solido: l'annullamento in autotutela di tutti i permessi relativi al lotto n.42. Ha inoltre escluso la possibilità di sindacare in questa sede questioni di merito (come l'interpretazione dell'impegno assunto con il permesso n.34/2014) e ha precisato che la mera sospensiva del TAR non è sufficiente a prevedere, con ragionevole certezza, una decisione definitiva in contrasto con l'ordine di demolizione. Per tali ragioni i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento, in favore della Cassa delle ammende, della somma equitativamente fissata in euro 3.000,00
Norme richiamate
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380
La sentenza di condanna penale era fondata sulla configurazione del reato edilizio previsto dall'art. 44 lett. b) del Testo Unico dell'edilizia, che riguarda le opere realizzate in totale difformità dai titoli abilitativi
Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del piano comunale
I permessi di costruire sono stati annullati in autotutela dal Comune per violazione delle prescrizioni in materia di superficie coperta previste dalle NTA; tale annullamento è stato ritenuto rilevante dal giudice dell'esecuzione ai fini del mantenimento dell'ordine di demolizione
Regolamento edilizio comunale
I permessi sono stati annullati anche per violazione dell'art. 57 del regolamento edilizio comunale (prescrizioni relative alla superficie coperta o alle modalità costruttive), aspetto usato dal giudice dell'esecuzione per confermare l'annullamento amministrativo
Codice di procedura penale
In caso di inammissibilità dei ricorsi, si applica l'onere delle spese processuali e può essere disposto il versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende; la Corte ha richiamato tale norma per fissare la sanzione pecuniaria
Giurisprudenza di legittimità
es. Sez. 42978 del 17/10/2007; Sez. 3, n. 35201 del 3/5/2016
Richiamati princìpi secondo cui l'ordine di demolizione di opere abusive può essere sospeso solo se è ragionevolmente prevedibile, sulla base di elementi concreti, che entro breve tempo autorità amministrative o giurisdizionali adottino provvedimenti inconciliabili con la demolizione; la mera ordinanza cautelare del TAR non basta
Corte Costituzionale
sentenza 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata in rapporto alla valutazione dell'onere delle spese e alla declaratoria di inammissibilità, per affermare l'assenza di colpa grave nella proposizione del ricorso nella fattispecie
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione deve pronunciarsi sull'istanza solo con riferimento al bene e ai provvedimenti espressamente indicati nella domanda: un'errata identificazione può essere censurata solo se dimostrabile e rilevante per il decisum
- La valutazione di questioni di merito (es. interpretazione vincoli/obblighi connessi a permessi amministrativi) non è ammessa in sede di legittimità quando la censura si sostanzia in una critica del giudizio di fatto o tecnico non connessa a profili di illegittimità giuridica
- La sospensiva cautelare del TAR avverso l'annullamento in autotutela di permessi amministrativi non è di per sé idonea a rendere prevedibile l'adozione, in breve tempo, di un provvedimento definitivo che renda insanabilmente incompatibile l'ordine di demolizione: è necessario allegare elementi concreti e affidabili che rendano tale esito ragionevolmente prevedibile
- L'annullamento in autotutela dei permessi relativi allo specifico lotto oggetto dell'incidente è elemento rilevante e può consolidare la legittimità dell'ordine di demolizione emesso con sentenza passata in giudicato
- La declaratoria di inammissibilità dei ricorsi in cassazione comporta, a norma di legge, la condanna alle spese e talvolta il versamento di somme alla Cassa delle ammende, salvo particolari ragioni di colpa nell'iniziativa processuale
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