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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00399/2025 del 07/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

La decisione riguarda due ricorsi proposti avverso una sentenza della Corte di appello di Cagliari. Per il primo ricorrente, il ricorso investiva una sentenza resa in sede di concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p. e deduceva profili relativi a motivi rinunciati, alla mancata valutazione delle condizioni per il proscioglimento ex art. 129 c.p.p. e a vizi della determinazione della pena, senza però prospettare una illegalità della sanzione. Per il secondo ricorrente, il motivo riguardava il sistema di calcolo della pena base e l’applicazione della diminuente per il rito abbreviato rispetto a un reato già giudicato, censurando il trattamento sanzionatorio operato in appello. La Corte ha ritenuto entrambi i ricorsi manifestamente infondati e, quindi, inammissibili.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha rilevato, quanto al primo ricorrente, che nel concordato in appello non sono deducibili in cassazione motivi rinunciati, omissioni nella valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. e censure sulla pena che non si traducano in illegalità della sanzione. Quanto al secondo ricorrente, ha ritenuto corretta la determinazione della pena, poiché i giudici di merito hanno individuato il reato più grave in astratto, valorizzando la continuazione tra reati omogenei, hanno assunto come base la pena già stabilita nella sentenza irrevocabile, comprensiva della recidiva, e hanno applicato l’aumento per continuazione e la diminuente di rito sulla pena complessiva. Conseguentemente, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    Nel concordato in appello il ricorso per cassazione non può riproporre motivi rinunciati o censure incompatibili con il patto concordatario, salvo profili di illegalità della pena.

  • art. 129 c.p.p.

    La mancata valutazione delle cause di proscioglimento non è deducibile in cassazione nei limiti richiamati dalla decisione, se il ricorso investe una sentenza resa ex art. 599-bis c.p.p. e non emergono evidenti ragioni di proscioglimento.

  • art. 62-bis c.p.p.

    Non citato nel testo.

Massime di principio

  • Avverso la sentenza emessa ex art. 599-bis c.p.p. sono inammissibili i motivi di ricorso che ripropongano questioni rinunciate in sede di concordato o che censurino la pena senza dedurne l’illegalità in senso tecnico, ossia un trattamento sanzionatorio fuori dai limiti legali o diverso da quello previsto dalla legge.
  • Nel giudizio di cognizione, ai fini dell’individuazione del reato più grave in un reato continuato, la violazione più grave va determinata in astratto in base alla pena edittale del reato, tenendo conto delle circostanze del fatto e dell’eventuale giudizio di comparazione, con riferimento alla pena applicabile.
  • Quando il giudice di merito individua correttamente il reato più grave e costruisce la pena base sulla pena già stabilita per quel reato, comprensiva degli aumenti già applicati, è legittima la successiva applicazione dell’aumento per continuazione e della diminuente di rito sulla pena complessiva.
  • La censura sulla determinazione della pena è scrutinabile in cassazione solo se denuncia un vizio che si traduca in illegalità della sanzione, non essendo sufficiente la mera contestazione del criterio aritmetico seguito dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiti alternativi
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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