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Sentenza

Sentenza n. 81/2026 - Palermo, Sezione 5

per l'annullamento − della Deliberazione n. -OMISSIS- del 28 giugno 2022, pubblicata sull'Albo Pretorio del Comune a partire dal 1 luglio 2022 e comunicata agli odierni ricorrenti in data 7 luglio 2022; − della nota n. -OMISSIS- del 30.04.2021 inviata dal Responsabile dell'Area dei Servizi, Lavori Pubblici e Ambientali alla Commissione Straordinaria, con cui si forniva una relazione istruttoria, resa nota a seguito di istanza di accesso del 21 luglio 2022; − di ogni atto presupposto, connesso e/o consequenziale rispetto a quelli sopra indicati.

Giustizia amministrativa202201539

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione della Commissione Straordinaria di Liquidazione che ha escluso dalla massa passiva, salvo parziale ammissione per una procedura, il credito relativo a tre vicende espropriative

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari espropriati)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la deliberazione con cui la Commissione Straordinaria di Liquidazione ha negato l’ammissione alla massa passiva di un credito complessivo di euro 138.983,96, relativo a tre procedure espropriative riguardanti terreni di loro dante causa. Hanno dedotto che, per due procedure, alle occupazioni temporanee e d’urgenza non era seguito alcun decreto di esproprio e che l’occupazione si era trasformata in occupazione illegittima, con realizzazione di opere pubbliche sui terreni. Hanno contestato l’eccezione di prescrizione, sostenendo di essere ancora proprietari dei beni, in assenza di atti traslativi validi, notificati e trascritti, e hanno invocato l’applicazione dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con restituzione dei terreni e risarcimento oppure acquisizione sanante. In subordine hanno dedotto l’interruzione della prescrizione mediante le interlocuzioni e gli atti amministrativi intervenuti, nonché difetto di motivazione, difetto di istruttoria, illogicità e ingiustizia manifesta. Con riferimento alla terza procedura, conclusa con decreto di esproprio e liquidazione dell’indennità, hanno chiesto il riconoscimento degli interessi non corrisposti. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, la tardività dell’istanza di ammissione alla massa passiva, l’usucapione dei terreni e la prescrizione dei crediti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato parzialmente fondata l’eccezione di difetto di giurisdizione. La controversia relativa agli interessi sull’indennità di esproprio già liquidata per la procedura conclusa con decreto di esproprio appartiene alla giurisdizione ordinaria, trattandosi di questione sulla determinazione e corresponsione di un’indennità conseguente ad atto ablativo. Per le altre due procedure, invece, il giudice amministrativo ha riconosciuto la propria giurisdizione esclusiva ex art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a., poiché l’occupazione e la trasformazione dei terreni erano collegate a dichiarazioni di pubblica utilità, sebbene non fosse seguito il decreto di esproprio. L’eccezione di usucapione è stata respinta: l’usucapione da parte dell’amministrazione può operare solo entro limiti rigorosi, per evitare una forma surrettizia di espropriazione indiretta; il termine utile, nella prospettiva accolta dal TAR, non poteva comunque decorrere prima dell’entrata in vigore del d.P.R. 327/2001 e non era maturato alla data del ricorso. Nel merito, il TAR ha ritenuto applicabile l’art. 42-bis d.P.R. 327/2001. Per le due occupazioni non seguite da decreto di esproprio, il Comune deve, entro 120 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, scegliere tra restituzione dei terreni previa riduzione in pristino e risarcimento del danno da occupazione illegittima, oppure acquisizione del bene mediante valido titolo negoziale o tramite il procedimento ex art. 42-bis. Il valore di mercato deve essere accertato nell’ambito di tale procedimento, in contraddittorio con i proprietari, detraendo eventuali somme già corrisposte. Le questioni relative al quantum indennitario derivante dall’eventuale acquisizione ex art. 42-bis spettano alla Corte d’appello in unico grado. In caso di restituzione, il danno da mancato godimento può essere liquidato equitativamente nella misura del 5% annuo del valore di mercato, oltre interessi legali, ma solo per le annualità non prescritte nel quinquennio anteriore alla proposizione dell’azione. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a.

    Attribuisce alla giurisdizione esclusiva amministrativa le controversie relative a comportamenti della pubblica amministrazione collegati all’esercizio di pubblici poteri, comprese le occupazioni e trasformazioni di beni conseguenti a una dichiarazione di pubblica utilità non seguita da tempestivo decreto di esproprio.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    ha definito in maniera esaustiva la disciplina della fattispecie, con una normativa autosufficiente

    Disciplina in modo esaustivo l’occupazione di un bene privato senza valido titolo, imponendo all’amministrazione di determinarsi tra restituzione e acquisizione, con corresponsione delle somme previste dalla legge.

  • art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente al giudice, in caso di accoglimento, di ordinare all’amministrazione l’adozione delle determinazioni conseguenti entro un termine assegnato.

  • art. 2935 c.c.

    la prescrizione decorre "dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere"

    È stato richiamato per individuare il dies a quo del possibile possesso utile all’usucapione, collocato non anteriormente all’entrata in vigore del testo unico sulle espropriazioni.

  • art. 254 d.lgs. 267/2000 (TUEL)

    Richiamato dal Comune a sostegno della perentorietà del termine per la presentazione della domanda di ammissione alla massa passiva.

  • art. 32 d.P.R. 327/2001

    Richiamato dai ricorrenti con riferimento alla procedura espropriativa conclusa con decreto e alla determinazione dell’indennità.

Massime di principio

  • Quando un’amministrazione occupa e trasforma un bene privato sulla base di una dichiarazione, anche implicita, di pubblica utilità, ma senza adottare il successivo decreto di esproprio, la controversia rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, purché la condotta sia collegata all’esercizio di un pubblico potere e non si tratti di occupazione usurpativa priva ab origine di potestà ablativa.
  • L’occupazione divenuta sine titulo per mancata adozione del decreto di esproprio non trasferisce automaticamente la proprietà all’amministrazione e l’illecito permanente cessa soltanto mediante restituzione del bene, acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 o valido contratto traslativo, anche transattivo.
  • In presenza di un’occupazione illegittima collegata a una procedura espropriativa, l’eccezione di usucapione dell’amministrazione deve essere valutata restrittivamente, verificando il carattere non violento del possesso, l’esatta individuazione dell’interversio possessionis e il decorso del termine utile in modo da evitare una surrettizia espropriazione indiretta.
  • L’amministrazione che occupa senza titolo un bene privato deve scegliere, entro il termine assegnato dal giudice, tra restituzione previa riduzione in pristino, con risarcimento del danno da occupazione illegittima, e acquisizione mediante valido titolo negoziale o procedimento ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001.
  • In caso di restituzione del bene, il danno da mancato godimento derivante dall’occupazione illegittima può essere liquidato equitativamente, in assenza di prova di ulteriori danni, nella misura del 5% annuo del valore di mercato, oltre interessi legali, con prescrizione quinquennale decorrente per ciascuna annualità.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiurisdizione e ripartoDanno da provvedimento illegittimo
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiRiparto di giurisdizionePrincipio di legalità e tipicitàRisarcimento del danno da attività amministrativaOnere della prova e principio dispositivo

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