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Sentenza

Sentenza n. 221/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'annullamento - dell'ordinanza del Responsabile del Servizio Urbanistica - Edilizia Privata -OMISSIS-, notificata a mezzo posta in data -OMISSIS-, recante quale oggetto "Controllo dell'attività edilizia ai sensi dell'art. 2 della L.R. n. 23/2004 e S.M.I. Accertamento di inottemperanza all'ordinanza di demolizione -OMISSIS-"; - nonché di tutti gli atti antecedenti, preordinati, consequenziali e comunque connessi del relativo procedimento e per ogni ulteriore statuizione.

Giustizia amministrativa202000254

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione e di acquisizione del bene e dell'area di sedime al patrimonio comunale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale con cui, accertata l'inottemperanza a una precedente ordinanza di demolizione di opere edilizie ritenute abusive, è stata disposta l'acquisizione del bene e dell'area di sedime al patrimonio comunale. Hanno dedotto, in primo luogo, la violazione dell'art. 13, commi 2 e 3, della l.r. Emilia-Romagna n. 23/2004, il travisamento dei fatti, l'errore di fatto, la contraddittorietà, l'illogicità, la carenza di istruttoria e l'illegittimità derivata, sostenendo che il Comune non avrebbe verificato l'esistenza di titoli edilizi o concessioni in sanatoria relativi alle opere contestate. In secondo luogo, hanno lamentato la violazione e falsa applicazione della medesima disciplina regionale, sostenendo che non fosse applicabile l'acquisizione gratuita, ma eventualmente soltanto una sanzione pecuniaria, poiché i proprietari attuali non erano responsabili della realizzazione degli abusi, alcune opere non necessitavano di titolo, altre erano assistite da sanatoria o titolo e gli interventi risalivano al 1986/1987. In terzo luogo, hanno dedotto il difetto di motivazione, la contraddittorietà e l'illogicità manifesta, per omessa ponderazione degli interessi coinvolti. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità del ricorso per mancata attestazione della conformità della procura alle liti e, soprattutto, per omessa impugnazione delle ordinanze presupposte, inclusa l'ordinanza di demolizione, contestando comunque nel merito la fondatezza delle censure.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancata tempestiva impugnazione dell'ordinanza di demolizione presupposta. Ha rilevato che tutte le censure dedotte riguardavano il contenuto e i presupposti dell'ordine demolitorio, ormai non impugnato e quindi consolidato, mentre non erano stati dedotti vizi propri dell'ordinanza successiva di acquisizione. L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale, ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, si perfeziona automaticamente con l'inutile decorso del termine assegnato per la demolizione; il successivo provvedimento comunale ha natura vincolata e costituisce presa d'atto formale dell'effetto traslativo, funzionale all'immissione in possesso e alla trascrizione. Esso può essere contestato soltanto per vizi propri, quali difetti di notificazione, erronea perimetrazione catastale o carente individuazione dell'area, non per rimettere in discussione l'ordine demolitorio definitivo. Sono state assorbite le ulteriori eccezioni preliminari. I ricorrenti sono stati condannati alle spese di lite in favore del Comune, liquidate in euro 4.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale [...] rappresenta una fattispecie sanzionatoria a formazione legale, che si perfeziona automaticamente per effetto dell’inutile decorso del termine assegnato per la demolizione.

    L'effetto acquisitivo si produce automaticamente allo scadere inutilmente del termine per demolire; il successivo atto comunale è vincolato e ha funzione di presa d'atto formale, consentendo l'immissione in possesso e la trascrizione. L'atto è sindacabile soltanto per vizi propri e non può essere utilizzato per contestare tardivamente l'ordine di demolizione definitivo.

  • art. 13, commi 2 e 3, l.r. Emilia-Romagna n. 23/2004

    La norma è stata invocata dai ricorrenti in relazione alla verifica dei titoli edilizi e alla scelta della sanzione, ma il TAR non ne ha esaminato il merito, dichiarando il ricorso inammissibile per mancata impugnazione dell'atto presupposto.

Massime di principio

  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza a un ordine di demolizione si perfeziona automaticamente per effetto dell'inutile decorso del termine assegnato per la demolizione; il successivo provvedimento comunale non costituisce il fondamento dell'effetto traslativo, ma ne formalizza la presa d'atto ai fini dell'immissione in possesso e della trascrizione.
  • Una volta divenuto definitivo l'ordine di demolizione, il successivo atto di acquisizione al patrimonio comunale, avente contenuto vincolato, non può essere impugnato per contestare i presupposti o la legittimità dell'ordine demolitorio, ma soltanto per vizi propri dell'atto acquisitivo, come difetti di notificazione, erronea perimetrazione catastale o omessa o inesatta individuazione dell'area acquisita.
  • Le censure relative all'abusività delle opere, all'esistenza di titoli edilizi o sanatorie, alla responsabilità dell'attuale proprietario e alla proporzionalità della sanzione devono essere proposte tempestivamente contro l'ordine di demolizione; se dedotte per la prima volta contro il successivo atto di acquisizione, determinano l'inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrere

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