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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47174/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma del sequestro preventivo finalizzato alla confisca della autovettura Mercedes targ. FT417SR; il ricorrente contestava che il Tribunale del riesame avesse fondato la sproporzione tra valore dell'auto e capacità reddituale su elementi presuntivi (dati statistici sulle spese familiari) e sull'esame delle capacità reddituali relative al periodo 2014-2020 anziché limitarsi al 2019, anno di acquisto, sostenendo inoltre che i redditi 2019, gli aiuti economici del padre e la separazione giustificassero l'acquisto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse applicato correttamente i criteri per la confisca 'allargata': ha motivato in modo analitico la sproporzione tra il valore dell'auto (oltre 40.000 euro) e le dichiarate capacità reddituali di Di Costanzo (entrate modeste 2014-2018 e circa 16.000 euro nel 2019), considerando legittimamente anche le spese familiari, l'assegno di mantenimento e precedenti finanziamenti/permute per valutare la reale capacità di spesa. Le doglianze difensive sono state ritenute inammissibili o infondate; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Disciplina della confisca 'allargata': per applicarla occorre accertare una sproporzione tra redditi dichiarati (o proventi dell'attività) e valore dei beni al momento degli acquisti; la giustificazione credibile richiede prova positiva dell'illecita o lecita provenienza dei beni (cioè l'onere di provare la liceità grava su chi ne dà la giustificazione).

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Prevede la competenza del Tribunale del riesame per le impugnazioni avverso i provvedimenti cautelari reali, come il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma sostanziale che incrimina detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; i reati previsti costituiscono il presupposto per l'applicazione della disciplina della confisca 'allargata' quando sia dimostrata sproporzione e manchi giustificazione della provenienza dei beni.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiama i limiti della cognizione in sede di legittimità: censure che attaccano il percorso motivazionale o valutazioni di fatto del giudice di merito sono inammissibili in Cassazione salvo profili di diritto riconoscibili.

Massime di principio

  • La verifica della sproporzione ai fini della confisca 'allargata' deve confrontare il reddito dichiarato al momento di ciascun acquisto con il valore del bene acquistato, non solo la situazione patrimoniale attuale.
  • Spetta a chi contesta l'origine illecita dimostrare positivamente la provenienza lecita dei beni; la mera negazione non è sufficiente.
  • Il giudice può legittimamente utilizzare dati statistici sulle spese familiari insieme a elementi concreti (es. assegni di mantenimento, composizione del nucleo familiare) per stimare la capacità reddituale e valutare la sproporzione.
  • È ammissibile considerare periodi reddituali anteriori se necessario per confutare deduzioni difensive (ad esempio permute o finanziamenti anteriori che indicano incapacità di sostenere spese), purché la motivazione sia analitica e verificabile.
  • In Cassazione non si rimettono in discussione valutazioni di fatto ben motivate: le doglianze devono evidenziare una violazione di legge o una carenza motivazionale rilevante per essere accolte.

Testo integrale

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