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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36571/2024 del 01/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Chiaradia aveva chiesto il dissequestro di 10.020 euro e di cinque orologi sequestrati. Il Pubblico Ministero aveva trasmesso la richiesta al Giudice per le indagini preliminari; il GIP ha chiesto un parere al PM e ha dichiarato inammissibile la richiesta ritenendo che l'interessato avrebbe dovuto rivolgersi al PM e, solo in caso di rigetto espresso, proporre opposizione al GIP. Il ricorrente ha censurato l'abnormità del provvedimento, sostenendo che il sequestro degli orologi eccedeva il decreto di perquisizione (e quindi avrebbe dovuto essere convalidato) e che per il denaro il PM non aveva motivato il nesso di pertinenza col reato; ha inoltre sostenuto di non essere mai venuto a conoscenza di un provvedimento di rigetto del PM e che il GIP non poteva dichiarare inammissibile la domanda basandosi su un mero parere negativo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, pur essendo il provvedimento del GIP errato (il GIP avrebbe dovuto o restituire gli atti al PM o decidere se competente), non si è configurata l'abnormità. In particolare la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'abnormità è categoria eccezionale e sussiste solo se il provvedimento determina una stasi processuale o il processo non può proseguire se non con un atto nullo. Nel caso di specie non si è realizzata tale stasi: la richiesta di dissequestro può essere ripresentata e il procedimento può proseguire senza il compimento di atti nulli. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali ma non alla rifusione in favore della Cassa delle ammende, considerata la chiara erroneità del provvedimento impugnato.

Norme richiamate

  • codice di procedura penale, art. 568

    Richiamato come principio della tassatività delle impugnazioni; la categoria dell'abnormità è eccezionale e non consente impugnazioni libere al di fuori dei rimedi previsti dall'art. 568.

  • codice di procedura penale, art. 177

    Richiamato nel contesto delle nullità processuali: alcune violazioni processuali sono sanzionate come nullità, distinte dalla categoria dell'abnormità.

  • legge 23 giugno 2017, n. 103

    Richiamata per segnalare che la riforma non ha alterato il principio di tassatività delle impugnazioni e il perimetro ristretto dell'abnormità.

Massime di principio

  • La dichiarazione di abnormità di un provvedimento è eccezionale: occorre dimostrare che il provvedimento ha creato una stasi processuale tale da impedire la prosecuzione del processo senza atti nulli.
  • Se il giudice utilizza un potere che l'ordinamento gli riconosce, anche se esercitato erroneamente, la decisione è in genere illegittima ma non abnorme; in tali casi è preferibile chiedere la rimozione dell'errore con i rimedi ordinari piuttosto che invocare la cassazione per abnormità.
  • La richiesta di restituzione/dissequestro, quando prevista, va presentata al soggetto competente indicato dalla normativa o dalla prassi (spesso il Pubblico Ministero); se il giudice ritiene la competenza del PM, dovrebbe restituire gli atti al PM invece di dichiarare inammissibile la domanda.
  • In situazioni simili conviene: (a) verificare e documentare la comunicazione formale di un rigetto da parte del PM prima di proporre opposizione al GIP; (b) se il GIP dichiara inammissibile per incompetenza, chiedere il rimando o la restituzione degli atti al PM e riproporre la domanda al PM; (c) riservare la via della cassazione per abnormità solo se si dimostra che non esistono altri rimedi e che il provvedimento ha bloccato irreparabilmente il processo.
  • Se il sequestro eccede il contenuto del decreto di perquisizione o manca motivazione del nesso di pertinenza, tali profili vanno dedotti e impugnati con i rimedi specifici (istanza di restituzione, opposizione, eventuali impugnazioni), documentando la concreta lesione del diritto del soggetto.

Testo integrale

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