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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6839/2024 del 15/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di assoluzione per particolare tenuità del fatto emessa dal Tribunale di Savona in relazione al reato ambientale previsto dal d.lgs. n.152/2006 per avere detenuto circa 24 m3 di pneumatici fuori uso in eccesso rispetto allo stoccaggio massimo dichiarato (20 m3). I motivi dedotti in appello e valutati in Cassazione contestavano: 1) la violazione di legge e mancata assunzione di prova decisiva per il rigetto, con ordinanza implicita, della richiesta di escussione della teste Canepa Sara, ritenuta idonea a chiarire le modalità di stoccaggio e la collocazione degli pneumatici; 2) manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione del Tribunale, che avrebbe riconosciuto incertezze sulla quantità in eccesso e sulla possibilità che tutti gli pneumatici fossero correttamente sistemati nel cassone, eppure aveva comunque pronunciato assoluzione per particolare tenuità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Il primo motivo è stato ritenuto generico e infondato perché dagli atti non risultava che la teste Canepa fosse stata richiesta dalla difesa nel dibattimento; pertanto non ricorreva il presupposto per dedurre in Cassazione la mancata assunzione di prova. Il secondo motivo è stato ritenuto non sindacabile in sede di legittimità in quanto concernente valutazioni di fatto rimesse al giudice di merito e non emergente alcuna contraddizione nella motivazione. La Corte ha confermato che il Tribunale, pur riconoscendo l'eccesso oggettivo, ha ritenuto la fattispecie di particolare tenuità in relazione alla possibilità che un corretto impilamento aumentasse la capienza, senza però attestare che il cassone fosse certamente sufficiente. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento, in favore della cassa delle ammende, di euro 3.000,00 ciascuno.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.152/2006

    art. 256, commi 1, lett. a) e 4; art. 216

    Norme che definiscono il reato ambientale contestato e la disciplina dello stoccaggio di rifiuti; la contestazione riguardava il superamento della soglia di stoccaggio dichiarata per l'iscrizione al registro provinciale

  • codice di procedura penale

    Prevede l'inappellabilità, da parte dell'imputato, delle sentenze di proscioglimento/assoluzione; da qui la trasmissione degli atti in Cassazione per la valutazione dell'impugnazione come ricorso

  • codice di procedura penale

    Consente la trasmissione degli atti alla Corte di Cassazione quando l'appello sia improcedibile per alcune ragioni previste, così da consentire la valutazione come ricorso

  • codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. d)

    Consente in Cassazione di dedurre la mancata assunzione di una prova decisiva solo se si trattava di prova a discarico richiesta nel dibattimento; in mancanza della richiesta nel processo non è deducibile in Cassazione

  • codice di procedura penale

    Stabilisce la necessità che la difesa richieda formalmente l'assunzione di specifiche prove in dibattimento per poter poi contestarne l'omissione nelle sedi successive

  • codice penale

    Regola la non punibilità per particolare tenuità del fatto; il Tribunale ha fatto ricorso a questa norma per giustificare l'assoluzione nonostante l'accertamento di un modesto superamento

  • codice di procedura penale

    Prevede l'onere di pagamento delle spese e il versamento in favore della cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile, salvo colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

  • Corte Costituzionale

    sent. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione ai criteri per l'applicazione delle sanzioni pecuniarie per ricorsi infondati o inammissibili

Massime di principio

  • La sentenza di assoluzione per particolare tenuità non è appellabile dall'imputato ai sensi dell'art. 593 c.p.p.; l'impugnazione può essere trasmessa in Cassazione e valutata solo nei limiti dei motivi di diritto ammessi.
  • In Cassazione non è possibile dedurre la mancata assunzione di una prova decisiva se la prova non era stata richiesta formalmente dalla difesa nel dibattimento ai sensi dell'art. 495 c.p.p.; pertanto è essenziale chiedere e verbalizzare le richieste probatorie in primo grado.
  • Le valutazioni in ordine alla quantità, al modo di stoccaggio e alla possibilità tecnica di contenere materiali in eccesso sono valutazioni fattuali tipicamente riservate al giudice di merito e non sindacabili in sede di legittimità, salvo vizi logici o contraddittorietà palesi nella motivazione.
  • La configurazione della particolare tenuità può fondarsi su elementi che dimostrino la marginalità dell'offesa e la concreta possibilità di rimozione o rimedio tecnico, senza che ciò implichi una certa dimostrazione che l'infrazione non sia mai esistita.
  • Ricorsi generici o basati su omissioni procedurali non documentate nei verbali di dibattimento rischiano l'inammissibilità e conseguenti condanne al pagamento delle spese e ammende; è consigliabile documentare ogni richiesta probatoria e fondare le impugnazioni su motivi di diritto chiaramente enunciati.
  • Per contestare efficacemente omissioni probatorie è necessario agire tempestivamente nel processo di merito, depositando liste testimoni o richieste istruttorie e facendole risultare nei verbali, così da poter poi dedurre l'omissione nelle sedi superiori

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