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Sentenza

Sentenza del 18/07/2019 n. 19333 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la TARSU 2009, pari a 6.760,88 euro, calcolata applicando alla struttura alberghiera la tariffa prevista per locande e pensioni. La società contestava la competenza della Giunta comunale a determinare le tariffe, la carenza di motivazione della delibera, la mancata differenziazione tra camere e aree aventi diversa capacità produttiva di rifiuti, la maggiore tariffa applicata agli alberghi rispetto alle abitazioni e la mancata riduzione per l'attività stagionale. Il Comune sosteneva invece che, in base allo Statuto comunale di Palermo, la Giunta fosse competente a variare tariffe e aliquote.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo del Comune e il ricorso incidentale della società, ma ha accolto il secondo e il terzo motivo del Comune. Ha stabilito che l'annullamento della delibera tariffaria relativa al 2006 non determina automaticamente l'invalidità delle delibere relative agli anni successivi, poiché ciascuna delibera tariffaria è autonoma. Inoltre, secondo lo Statuto del Comune di Palermo, la Giunta era competente a determinare le variazioni delle tariffe TARSU; la mancata fissazione, da parte del Consiglio comunale, di limiti preventivi non comportava l'incompetenza della Giunta. È stata inoltre ritenuta legittima la tariffa alberghiera superiore a quella delle abitazioni, poiché gli alberghi hanno normalmente una maggiore capacità produttiva di rifiuti, e non è stato riconosciuto un obbligo generale di motivazione specifica della delibera tariffaria. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio alla CTR Sicilia, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Legge n. 142 del 1990, art. 32, comma 2, lett. g)

    La competenza alla concreta determinazione delle tariffe per la fruizione di beni e servizi spetta alla Giunta, mentre al Consiglio spettano l'istituzione e l'ordinamento dei tributi e la disciplina generale delle tariffe.

    La determinazione concreta delle aliquote e delle tariffe TARSU non costituisce istituzione del tributo né disciplina generale della tariffa; pertanto può spettare alla Giunta comunale.

  • Legge regionale siciliana n. 48 del 1991, art. 1

    Recepisce nell'ordinamento siciliano i principi della legge n. 142 del 1990, compresa la riserva statutaria sulle attribuzioni degli organi comunali.

    In Sicilia la ripartizione delle competenze tra Consiglio e Giunta deve essere valutata alla luce della normativa regionale e dello statuto comunale.

  • Statuto del Comune di Palermo, art. 49

    La Giunta adotta variazioni delle tariffe e aliquote dei tributi comunali e dei corrispettivi dei servizi a domanda individuale entro i limiti indicati dalla legge o dal Consiglio comunale.

    La disposizione attribuisce alla Giunta del Comune di Palermo la competenza a variare le tariffe TARSU.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 58, 64, 65 e 68

    La disciplina TARSU consente la determinazione delle tariffe sulla base della quantità e qualità dei rifiuti producibili e della classificazione delle diverse categorie di locali. La delibera tariffaria, quale atto amministrativo generale, non richiede necessariamente una motivazione specifica e analitica.

  • D.Lgs. n. 267 del 2000, art. 42, comma 2, lett. f)

    Al Consiglio comunale spettano l'istituzione e l'ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote.

    La norma conferma, in via generale, la distinzione tra competenza consiliare sull'istituzione e disciplina generale del tributo e competenza della Giunta sulla determinazione delle aliquote, pur non essendo direttamente recepita nell'ordinamento siciliano.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    La parte che propone un ricorso incidentale respinto è tenuta, nei casi previsti, al pagamento di un ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • L'annullamento giudiziale di una delibera TARSU relativa a un'annualità non invalida automaticamente le delibere degli anni successivi: ogni delibera tariffaria ha autonoma efficacia e deve essere specificamente impugnata.
  • La competenza a fissare concretamente aliquote e tariffe può spettare alla Giunta, mentre il Consiglio comunale conserva la competenza sull'istituzione del tributo, sull'ordinamento e sui criteri generali; occorre verificare la normativa locale e lo statuto dell'ente.
  • È generalmente legittimo applicare agli alberghi una tariffa TARSU superiore a quella delle abitazioni, poiché la maggiore capacità produttiva di rifiuti degli esercizi alberghieri può essere considerata dato di comune esperienza.
  • La diversa destinazione interna dei locali di una struttura alberghiera può giustificare una tariffazione differenziata, ma il contribuente deve fornire prova concreta delle superfici e della diversa potenzialità produttiva dei rifiuti.
  • La stagionalità dell'attività non comporta automaticamente una riduzione della TARSU: deve risultare dai titoli o dalle licenze pertinenti e la riduzione è normalmente subordinata alla disciplina e alla discrezionalità dell'ente impositore.
  • Le delibere tariffarie a contenuto generale non richiedono necessariamente una motivazione analitica sulle ragioni economiche di ogni coefficiente, purché rispettino i criteri normativi e regolamentari applicabili.

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