Cassazione Civile, Ordinanza n. 09423/2023 del 05/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
I ricorrenti, tutti dirigenti di seconda fascia dell'Agenzia, hanno agito per ottenere l'accertamento del diritto a percepire integralmente l'indennità di posizione e di risultato, chiedendo che il relativo fondo contrattuale fosse ripartito solo tra il personale in possesso della qualifica dirigenziale. Sostenevano che l'Agenzia avesse illegittimamente ridotto le somme loro spettanti destinando parte del fondo anche a funzionari privi di qualifica dirigenziale ma incaricati provvisoriamente di funzioni dirigenziali. In cassazione hanno dedotto violazione degli artt. 3, 51 e 97 Cost., degli artt. 19 e 52 d.lgs. 165/2001 e dell'art. 8, comma 24, d.l. 16/2012, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 37/2015, sostenendo che gli incarichi conferiti a non dirigenti fossero illegittimi e nulli e che, comunque, le relative retribuzioni non potessero gravare sul fondo dei dirigenti.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondato il ricorso. Ha affermato che la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma 24, d.l. 16/2012 non esclude il diritto alla retribuzione di risultato per i funzionari che abbiano effettivamente svolto mansioni dirigenziali in via provvisoria. Ha richiamato il principio secondo cui, quando la reggenza dell'ufficio non sia limitata ai tempi ordinari di copertura del posto vacante e non sia inserita in un effettivo procedimento di copertura, essa integra svolgimento di mansioni superiori con diritto alle relative differenze retributive. Ha inoltre osservato che le norme richiamate disciplinano la composizione e alimentazione del fondo, ma non escludono dalla ripartizione i dipendenti incaricati di funzioni dirigenziali. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna dei ricorrenti alle spese e all'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 3 Cost.
richiamato come canone di ragionevolezza cui deve conformarsi l'interpretazione delle disposizioni sulla reggenza degli uffici pubblici
art. 35 Cost.
richiamato come principio generale di tutela del lavoro
art. 36 Cost.
richiamato come principio generale di tutela della giusta retribuzione
art. 51 Cost.
invocato dai ricorrenti, ma non accolto come fondamento per negare la retribuzione ai funzionari incaricati
art. 97 Cost.
invocato dai ricorrenti in relazione al buon andamento e alla legalità dell'azione amministrativa
art. 19 d.lgs. 165/2001
richiamato dai ricorrenti per contestare la legittimità degli incarichi dirigenziali conferiti a non dirigenti
art. 52 d.lgs. 165/2001
richiamato dalla Corte quale base del principio di corrispondenza tra mansioni superiori effettivamente svolte e relativo trattamento economico
art. 2103 c.c.
richiamato dalla Corte a sostegno del diritto alle differenze retributive per mansioni superiori
art. 8, comma 24, d.l. 16/2012
dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale, ma ritenuto non ostativo al riconoscimento della retribuzione di risultato per mansioni dirigenziali effettivamente svolte
art. 12, comma 3, d.l. 79/1997
richiamato nella ricostruzione del quadro normativo sulle reggenze nelle Agenzie fiscali
art. 12, comma 4, d.l. 79/1997
richiamato come precedente disciplina sul finanziamento delle relative risorse
art. 58 CCNL 21.4.2006 Area I Dirigenza
individuato come norma che stabilisce le risorse destinate all'alimentazione del fondo, senza escludere i funzionari incaricati dalla ripartizione
art. 22 CCNL 12.2.2010 Area I Dirigenza
richiamato in continuità con l'art. 58 del CCNL 2006 per la disciplina del fondo
art. 59 CCNL personale dirigente Area VI 2002-2005
richiamato come fonte del fondo per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti di seconda fascia
art. 26 del Regolamento di Amministrazione dell'Agenzia delle Dogane
richiamato come base regolamentare dell'attribuzione provvisoria di incarichi dirigenziali
art. 24 del Regolamento di Amministrazione dell'Agenzia delle Entrate
richiamato in un precedente giurisprudenziale sul medesimo tema
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002
richiamato per il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto del ricorso
art. 375, comma 2, c.p.c.
richiamato per la trattazione in camera di consiglio
art. 380-bis.1 c.p.c.
richiamato per la procedura camerale in cassazione
art. 118 disp. att. c.p.c.
richiamato per il rinvio alla motivazione di precedenti conformi
art. 360, n. 3, c.p.c.
richiamato come parametro del motivo di ricorso per violazione di legge
art. 360, n. 5, c.p.c.
richiamato come parametro del motivo di ricorso per omesso esame di fatto decisivo
Massime di principio
- La declaratoria di illegittimità costituzionale delle norme che consentivano il conferimento o la proroga di incarichi dirigenziali a funzionari non dirigenti non esclude, di per sé, il diritto del lavoratore che abbia effettivamente svolto funzioni dirigenziali alla corrispondente retribuzione, inclusa la retribuzione di risultato.
- La reggenza di un ufficio pubblico sprovvisto del titolare conserva natura eccezionale e temporanea; fuori dai limiti ordinari di copertura del posto vacante, essa integra svolgimento di mansioni superiori con diritto alle differenze retributive previste per tali mansioni.
- Le norme che disciplinano l'alimentazione e la gestione di un fondo contrattuale destinato alla retribuzione dirigenziale non impediscono, se il fondo è utilizzato per remunerare incarichi dirigenziali provvisori effettivamente svolti, la partecipazione alla ripartizione anche dei soggetti formalmente privi della qualifica dirigenziale.
- In materia di pubblico impiego contrattualizzato, il principio di corrispondenza tra mansioni svolte e trattamento economico prevale quando l'incarico superiore sia stato concretamente espletato, in coerenza con gli artt. 3, 35 e 36 Cost. e con l'art. 52 d.lgs. 165/2001.
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