Sentenza del 11/12/2020 n. 28249 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR che aveva accolto l'appello della Camera di Commercio relativo alla spettanza dell'agevolazione ICI per un immobile di interesse storico e artistico di proprieta' della Camera; questioni sollevate: (i) validita' della procura alle liti rilasciata dal Presidente (facente funzioni) invece che dal Segretario Generale secondo lo Statuto dell'ente; (ii) applicabilita' dell'agevolazione ICI in epoca anteriore al formale riconoscimento amministrativo del vincolo di interesse storico/artistico; (iii) dedotta ultravitenza della decisione della CTR per avere disposto anche il rimborso d'imposta quando il ricorso verteva su annullamento avviso di accertamento; (iv) violazione del principio del processo impugnatorio.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del Comune di Varese. Ha ritenuto legittima la procura rilasciata dal Presidente in forza della disciplina statutaria e della L. n. 580/1993; ha confermato che, per i beni di proprieta' pubblica (come le Camere di Commercio), vige la presunzione di interesse storico-artistico ex D.Lgs. n.42/2004, art.12, comma 1, sicche' l'agevolazione ICI opera per tali beni senza necessita' di un provvedimento amministrativo costitutivo (il provvedimento ministeriale e' meramente ricognitivo); ha altresi' ritenuto corretta la qualificazione dell'impugnativa dell'avviso di accertamento come idonea ad includere implicitamente la domanda di rimborso, legittimando la statuizione di debenza della somma in rimborso. Sono state condannate le spese del ricorso a carico del Comune.
Norme richiamate
Decreto Legge n.16 del 1983, art.2, comma 5 (conv. L. n.75/1993)
Prevede l'agevolazione ICI per gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico; la Corte distingue l'ambito di applicazione per proprieta' private (efficacia a decorrere dalla notifica del provvedimento impositivo del vincolo) e per proprieta' pubbliche (applicazione ex se per appartenenza alla categoria di beni culturali).
Decreto Legislativo n.42 del 2004, art.12, comma 1
Stabilisce la tutela reale dei beni culturali pubblici e la presunzione d'interesse storico-artistico per i beni pubblici: per tali beni non e' necessario un provvedimento amministrativo preventivo per l'operativita' delle tutele e delle conseguenti agevolazioni fiscali, poiche' l'eventuale provvedimento ministeriale ha natura meramente ricognitiva.
Decreto Legislativo n.42 del 2004, art.13
Regola le procedure di vincolo e le dichiarazioni connesse; in materia di rimborsi/agevolazioni puo' richiedere specifiche dichiarazioni, la cui assenza era stata eccepita dall'Amministrazione, ma non ostacola la presunzione applicabile ai beni pubblici.
Legge n.1089 del 1939, art.3
Norma storica sul riconoscimento di interesse artistico/storico per beni privati; la giurisprudenza applica il principio che per i beni privati l'agevolazione opera dalla notifica del provvedimento di vincolo riconoscitivo/costitutivo.
Legge n.580 del 1993, art.16
Attribuisce la rappresentanza e competenze alle Camere di Commercio; letta con lo Statuto dell'ente rileva che la rappresentanza processuale compete al Presidente, che dunque era legittimato a conferire procura alle liti.
Statuto della Camera di Commercio di Varese, artt.16,17,23 (richiamati)
Pur riconoscendo al Segretario Generale poteri gestionali e di gestione delle liti, lo Statuto non deroga alla regola generale che individua il Presidente quale titolare della rappresentanza processuale dell'ente.
Codice di Procedura Civile, art.75
Richiamato per il principio di coincidenza tra rappresentanza sostanziale e processuale dell'ente; in mancanza di espressa deroga statutaria la rappresentanza processuale spetta all'organo che rappresenta l'amministrazione.
Codice di Procedura Civile, art.112
Richiamato nella censura di ultrapetizione: la Corte ha ritenuto che la decisione sulla spettanza del rimborso rientrava nella qualificazione delle domande effettuata dal giudice del merito e risultava connessa all'impugnazione dell'avviso di accertamento, dunque non vi era violazione del principio dell'azione impugnatoria.
Massime di principio
- Per i beni di proprieta' pubblica (compresi gli enti pubblici non economici come le Camere di Commercio) sussiste una presunzione di interesse storico-artistico ex D.Lgs. n.42/2004, art.12, comma 1: le tutele e le agevolazioni fiscali possono operare 'ex se' e il successivo inserimento negli elenchi ministeriali ha natura ricognitiva.
- Per i beni di proprieta' privata l'agevolazione fiscale prevista per i beni di interesse storico-artistico opera, di regola, a decorrere dalla notifica del provvedimento amministrativo che costituisce il vincolo (provvedimento costitutivo), non prima.
- Verificare lo stato giuridico del bene (pubblico vs privato) e produrre la documentazione di appartenenza pubblica e/o il provvedimento di vincolo/data di notifica quando si richiedono agevolazioni o rimborsi fiscali per beni culturali.
- Controllare la disciplina statutaria dell'ente: in assenza di una deroga espressa, la rappresentanza processuale di una Camera di Commercio compete al Presidente; poteri di gestione attribuiti al Segretario Generale non sono automaticamente poteri di rappresentanza processuale.
- In materia tributaria il giudice di merito puo' qualificare le domande e, se la decisione sul rimborso e' logicamente connessa all'impugnazione dell'avviso di accertamento, puo' disporre il rimborso anche se l'atto originario era un avviso di accertamento, salvo violazione del diritto di difesa.
- Quando si propone istanza di rimborso, e' opportuno chiedere espressamente anche l'annullamento o il riconoscimento del diritto in sede di impugnazione dell'avviso, poiche' il giudice puo' ritenere l'una implicita rispetto all'altra solo quando i fatti e le conclusioni giuridiche siano coerenti e le parti abbiano avuto la possibilita' di difendersi.
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