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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10622/2025 del 17/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando quindi la decisione di merito sfavorevole all'imputato. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ritenendo manifestamente infondato il motivo sul vizio di motivazione e conforme ai criteri giurisprudenziali anche il richiamo per relationem adottato dal giudice d'appello.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello deducendo un unico motivo: difetto di motivazione in ordine all'affermazione di responsabilità per i reati contestati. In particolare ha sostenuto che la motivazione sarebbe stata solo apparente e non avrebbe adeguatamente confutato le censure difensive, sia rispetto alla ricettazione sia rispetto al delitto di cui all'art. 497-bis c.p. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, osservando che la motivazione apparente ricorre solo quando il giudice si limiti a una rassegna degli elementi di prova senza considerare le deduzioni difensive e senza spiegare l'infondatezza degli argomenti opposti; nel caso concreto, invece, la Corte territoriale aveva fornito corrette argomentazioni logiche e giuridiche, tra cui la mancata valida giustificazione del possesso di documenti falsi e il richiamo alla motivazione già resa sul capo relativo all'art. 497-bis c.p. È stato inoltre ritenuto legittimo il ricorso alla motivazione per relationem.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    La Corte richiama il delitto di ricettazione come reato per il quale la motivazione d'appello aveva correttamente valorizzato il possesso ingiustificato di documenti falsi, elemento incompatibile con una censura di motivazione apparente.

  • art. 497-bis c.p.

    La Corte considera infondata la doglianza relativa al capo di imputazione contestato ai sensi di questa norma, rilevando che la sentenza di merito aveva dato conto della relativa responsabilità.

  • art. 591 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 606 c.p.p.

    Il ricorso è stato proposto deducendo un vizio di motivazione, esaminato dalla Corte come motivo manifestamente infondato.

Massime di principio

  • La motivazione è solo "apparente" quando il giudice di merito si limiti a elencare gli elementi probatori senza confrontarsi con le specifiche deduzioni difensive e senza spiegare perché esse siano infondate, irrilevanti o superflue.
  • Non ricorre vizio di motivazione quando la sentenza d'appello offra un percorso argomentativo logico e giuridicamente coerente idoneo a confutare le censure difensive, anche mediante il richiamo al contenuto di altra parte della decisione.
  • In tema di ricettazione, il mancato possesso di una valida giustificazione del possesso di beni o documenti di provenienza illecita può essere valorizzato come argomento a sostegno della responsabilità.
  • Il ricorso per cassazione che si limiti a contestare in modo generico la motivazione, senza confrontarsi con le specifiche ragioni della decisione impugnata, è suscettibile di essere dichiarato inammissibile.
  • La motivazione per relationem è legittima se utilizzata nel rispetto dei criteri elaborati dalla giurisprudenza di legittimità e se rende comunque percepibile il percorso decisorio del giudice.

Come è indicizzato

MaterieUso di atto falsoRicettazioneImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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