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Ordinanza

Ordinanza n. 82/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento emesso dalla Questura di Latina, in data 15 ottobre 2025 e notificato in data 19 novembre 2025, con il quale è stata rifiutata la domanda di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, presentata in data 05/05/2025 mezzo Kit Postale codice assicurata N. 055999350876.

Giustizia amministrativa202600150

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ravvisando il fumus boni iuris nei profili di possibile violazione dell'art. 9, comma 1, del testo unico immigrazione. Ha sospeso il diniego impugnato non in via definitiva, ma ai fini del riesame del procedimento da parte della Questura. La trattazione del merito è stata fissata per l'udienza pubblica del 10 giugno 2026. Le spese della fase cautelare sono state riservate alla decisione definitiva.

TAR Lazio - Latina, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Questura di Latina che ha respinto la domanda di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Nella fase cautelare il giudice ha rilevato, a un primo sommario esame, profili di violazione dell'art. 9, comma 1, del testo unico immigrazione: il diniego risulta fondato, tra l'altro, sulla mancata presentazione di un DURC valido, requisito che non sarebbe richiesto dalla disposizione applicabile. Inoltre, il provvedimento non appare avere correttamente valutato la sussistenza del requisito reddituale, risultante dalle certificazioni dei redditi relative agli anni 2024 e 2025, né il possesso di un alloggio idoneo, comprovato da un contratto di locazione registrato.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, d.lgs. 286/1998

    In sede cautelare, il giudice ha ritenuto che la disposizione possa essere stata violata perché il diniego è stato fondato sulla mancata produzione di un DURC valido, requisito non richiesto dalla norma, e perché non risultano adeguatamente valutati il requisito reddituale e l'idoneità dell'alloggio.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base normativa per la domanda e la concessione della tutela cautelare incidentale.

Massime di principio

  • Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, l'amministrazione non può subordinare il provvedimento alla produzione di un requisito non previsto dall'art. 9, comma 1, d.lgs. 286/1998, quale la presentazione di un DURC valido.
  • Nel procedimento per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, l'amministrazione deve valutare concretamente e correttamente la sussistenza del requisito reddituale e la disponibilità di un alloggio idoneo, quando tali circostanze siano comprovate dalla documentazione prodotta dall'interessato.
  • Quando il diniego del permesso di soggiorno presenta, a un primo sommario esame, profili di violazione della disciplina applicabile e di omessa o erronea valutazione dei requisiti sostanziali, il giudice amministrativo può sospenderlo in sede cautelare disponendo il riesame del procedimento da parte dell'amministrazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomateriePermesso UE per soggiornanti di lungo periodo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaPrincipio di legalità e tipicità

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