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Sentenza

Sentenza n. 9532/2026 - Roma, Sezione 3T

per l'esecuzione della Sentenza Tribunale di Frosinone n. 1166/2024 pubbl. il 19/06/2024 RG n. 656/2023 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202511146

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento dell'Amministrazione all'obbligo di eseguire la sentenza del Tribunale di Frosinone n. 1166/2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza deducendo l'inadempimento dell'Amministrazione rispetto alla sentenza del Tribunale di Frosinone n. 1166/2024, passata in giudicato. Ha chiesto l'esecuzione della statuizione giudiziale e la condanna dell'Amministrazione al pagamento di una penalità di mora. L'Amministrazione, pur costituita, non ha fornito chiarimenti o indicazioni in ordine alla corretta esecuzione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza, ritenendo che dall'allegato inadempimento e dalla mancata dimostrazione dell'avvenuta esecuzione da parte dell'Amministrazione derivasse il diritto della ricorrente a ottenere quanto riconosciuto dal giudicato. Il giudice ha precisato che i presupposti della pretesa riconosciuta nella sentenza da eseguire non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. Ha quindi ordinato all'Amministrazione di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per l'eventuale persistente inadempimento, ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il direttore generale dell'Amministrazione competente, con facoltà di delega e senza compenso, prevedendo che l'intervento avvenga entro 60 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, previa richiesta della ricorrente. È stata invece respinta la domanda di penalità di mora, poiché la nomina del commissario ad acta è stata ritenuta ragione esimente rispetto all'astreinte, nell'esercizio della discrezionalità prevista dall'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a. Le spese, liquidate in euro 800 oltre accessori, sono state poste a carico dell'Amministrazione e distratte in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    La condanna al pagamento di una penalità di mora nel giudizio di ottemperanza è oggetto di valutazione discrezionale del giudice, che può ravvisare ragioni ostative; nel caso concreto, la nomina del commissario ad acta è stata considerata ragione esimente.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza consente di imporre all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato e di nominare un commissario ad acta in caso di persistente inerzia.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il ricorrente allega l'inadempimento dell'Amministrazione e quest'ultima non fornisce chiarimenti o prova dell'avvenuta esecuzione, può essere ordinata l'esecuzione del giudicato, con assegnazione di un termine e nomina preventiva di un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
  • Nel giudizio di ottemperanza non possono essere nuovamente sindacati i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudicato, dovendosi dare attuazione al contenuto della decisione da eseguire.
  • La condanna alla penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. non è automatica: il giudice esercita una valutazione discrezionale e può escluderla quando la nomina del commissario ad acta costituisca una misura idonea a fronteggiare l'eventuale persistente inadempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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