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Sentenza

Sentenza n. 4043/2026 - Roma, Sezione 2T

per la declaratoria d’illegittimità del silenzio serbato in ordine alla richiesta del 2/9/2025 di fissazione di un appuntamento per la formalizzazione dell’istanza per ottenere il visto per motivi di studio; e per la condanna delle stesse Amministrazioni intimate a provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze, entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta ex art. 117, comma 3 cpa.

Giustizia amministrativa202510313

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-rifiuto sull'istanza del 2 settembre 2025 volta a ottenere un appuntamento presso l'Ambasciata d'Italia in Pakistan per formalizzare la domanda di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente, cittadina pakistana, ha agito per accertare l'illegittimità dell'inerzia del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell'Ambasciata d'Italia in Islamabad in relazione alla richiesta di fissazione di un appuntamento necessario per presentare e formalizzare l'istanza di rilascio del visto di ingresso in Italia per motivi di studio, dopo la preiscrizione universitaria. Ha chiesto inoltre la condanna delle amministrazioni a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a.

La decisione

Nelle more del giudizio, l'Ambasciata ha concesso l'appuntamento richiesto, ponendo la ricorrente in condizione di inoltrare la domanda di visto. La stessa ricorrente ha dichiarato che tale sopravvenienza aveva soddisfatto integralmente l'interesse perseguito con l'azione avverso il silenzio. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, senza esaminare nel merito l'illegittimità dell'inerzia e senza disporre la condanna a provvedere o la nomina del commissario ad acta. In considerazione dell'ingente flusso di domande recentemente affrontato dall'Ambasciata e dell'elevato contenzioso analogo, ha compensato integralmente le spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 117, comma 3, c.p.a.

    La disposizione è stata richiamata dalla ricorrente per chiedere la nomina di un commissario ad acta in caso di mancata esecuzione dell'ordine di provvedere; la richiesta non è stata esaminata a seguito della cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, quando l'amministrazione adotta nelle more del processo l'atto o tiene il comportamento richiesto, e il ricorrente dichiara di aver ottenuto integralmente quanto sollecitato, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • La concessione dell'appuntamento necessario per formalizzare una domanda amministrativa può soddisfare l'interesse azionato con il ricorso avverso il silenzio, anche quando il procedimento sostanziale cui la domanda è preordinata non sia ancora definito.
  • In presenza della cessazione della materia del contendere, non occorre procedere all'esame della legittimità dell'inerzia né adottare l'ordine di provvedere o nominare un commissario ad acta richiesti dal ricorrente.
  • L'ingente flusso di domande affrontato dall'amministrazione e l'elevato contenzioso analogo possono integrare ragioni eccezionali idonee a giustificare la compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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