Cassazione Penale, Sentenza n. 49650/2023 del 13/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso deduceva che il Tribunale di Ravenna aveva dichiarato erroneamente prescritta la fattispecie più grave (ricettazione) relativa a fatti del 11/9/2012, computando un termine di prescrizione scaduto il 21/9/2021 senza tener conto dell'aggravante "recidiva reiterata infraquinquennale" (circostanza ad effetto speciale) che, incidendo sulla pena, allunga il termine di prescrizione. Il Procuratore generale ha sostenuto che, applicando correttamente l'aumento previsto per l'aggravante, il termine ordinario di prescrizione sarebbe stato di 13 anni e 4 mesi con scadenza il 11 gennaio 2026; inoltre ha richiamato la rilevanza di atti interruttivi, della proroga ex art.161 c.p. e della sospensione della prescrizione per irreperibilità dell'imputato.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha constatato che il Tribunale di Ravenna aveva anticipato ingiustificatamente il termine di prescrizione per il reato di ricettazione, omettendo di considerare l'aggravante ad effetto speciale e compiendo così una violazione di legge. Ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio limitatamente alla dichiarazione di prescrizione per la ricettazione e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Ravenna per il giudizio in ordine al reato di ricettazione.
Norme richiamate
art. 157 cod. pen.
Richiamata come norma del codice penale utile al calcolo della durata della prescrizione; la Corte ha rilevato che il Tribunale non ha rispettato i criteri di calcolo previsti dalla normativa sulla prescrizione
art. 159 cod. pen.
Richiamata tra le norme pertinenti alla determinazione del termine di prescrizione; la valutazione della Corte evidenzia che il Tribunale non ha tenuto conto degli aumenti derivanti dalle circostanze aggravanti
art. 160 cod. pen.
Norma richiamata nell'ambito del calcolo della durata della prescrizione; la Corte ha sottolineato l'obbligo di computare le maggiorazioni quando rilevanti per la fattispecie
art. 161 cod. pen.
Richiamato in relazione alla possibilità di proroga della prescrizione; la Corte ha osservato che la pronuncia del Tribunale non ha considerato eventuali proroghe applicabili
art. 424 cod. proc. pen.
Norma processuale citata dal ricorrente in relazione alla sospensione del processo per irreperibilità; la Corte ha rilevato che il Tribunale non ha correttamente valutato l'effetto sospensivo dell'irreperibilità sulla prescrizione
art. 474 cod. pen.
Il ricorso non ha dedotto rilievi sulla sentenza con riferimento a questo reato (contraffazione), per cui la pronuncia non ha affrontato questioni di diritto relative a questo capo
Massime di principio
- Quando in un capo di imputazione è contestata un'aggravante "ad effetto speciale" (es. recidiva che incide sulla pena), il relativo aumento della pena deve essere considerato anche ai fini del calcolo del termine di prescrizione.
- La dichiarazione di prescrizione è soggetta a rigoroso controllo di calcolo: omissioni nel computo (non considerare aggravanti, atti interruttivi, proroghe o sospensioni) possono determinare l'annullamento della decisione e la rinnovazione del giudizio.
- L'irreperibilità dell'imputato può avere effetti sospensivi sulla prescrizione; il giudice deve verificare e motivare l'eventuale sospensione e le sue conseguenze temporali.
- Il pubblico ministero può limitare il gravame a specifici profili (es. solo alla declaratoria di prescrizione per uno specifico reato); la Corte valuterà i motivi proposti senza estendere il controllo ad aspetti non dedotti.
- In presenza di contestazioni complesse sulla prescrizione è necessario calcolare e documentare separatamente i termini ordinari, le maggiorazioni dovute ad aggravanti, gli eventuali atti interruttivi e le sospensioni, indicando le corrispondenti date di decorrenza e scadenza.
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