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Sentenza

Sentenza n. 1155/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull'istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata dalla parte ricorrente presso l'Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan.

Giustizia amministrativa202513732

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull’istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio presso l’Ambasciata italiana di Islamabad

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento o rifiuto formatosi sull’istanza volta all’attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di studio. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, determinando l’attivazione del procedimento amministrativo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell’appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto soddisfacessero la pretesa azionata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, tenuto conto del tempo non particolarmente esteso tra la richiesta di appuntamento e la notificazione del ricorso e del comportamento collaborativo dell’amministrazione, che si è attivata in tempi ragionevoli. L’amministrazione è stata comunque condannata a restituire al ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio/inadempimento/rifiuto

    La disposizione consente di agire contro il silenzio dell’amministrazione; nel caso concreto, l’attivazione del procedimento intervenuta dopo la proposizione del ricorso ha reso non più attuale la controversia.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    cessazione della materia del contendere

    La sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata giustifica la declaratoria di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio proposto ai sensi dell’art. 117 c.p.a. contro il silenzio dell’amministrazione, la successiva attivazione del procedimento amministrativo richiesto dal ricorrente soddisfa la pretesa azionata e determina la cessazione della materia del contendere, ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto integra l’attivazione del relativo procedimento quando costituisce l’adempimento richiesto con l’azione avverso il silenzio; essa non implica, di per sé, il rilascio del visto, ma rende non più attuale la contestazione dell’inerzia procedimentale.
  • In caso di cessazione della materia del contendere per attivazione sopravvenuta del procedimento, le spese possono essere compensate considerando la durata dell’inerzia anteriore al ricorso e il comportamento successivo dell’amministrazione; resta possibile porre a carico dell’amministrazione la restituzione del contributo unificato versato dal ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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