Cassazione Penale, Sentenza n. 2592/2022 del 24/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorsi per cassazione avverso la sentenza del 25/01/2021 della Corte di appello di Brescia che, in parziale riforma della sentenza di patteggiamento e del giudizio abbreviato di primo grado, aveva rideterminato pene e disposto, per diversi imputati, anche la misura di sicurezza dell'espulsione ex art. 86 d.P.R. 309/1990. I motivi di impugnazione riguardavano, a seconda dei ricorrenti: (i) illegittima applicazione dell'espulsione a cittadini italiani (Bejko Agim, Bejko Enkelejd, Kruja Arian); (ii) vizi di motivazione e di qualificazione del fatto elette ai sensi dell'art. 73 d.P.R. 309/1990 comma 5 (Brunelli), nonché contestazioni sull'interpretazione delle intercettazioni e sull'insussistenza di cause di proscioglimento o di inutilizzabilità di atti (Gjoka, Shehi, Tusha, altri); (iii) censura della configurazione dell'associazione di tipo mafioso/ex art. 74 d.P.R. 309/90 e della sussistenza dell'affectio societatis e del ruolo attribuito ai vari imputati (Giorgi Alessandro, Giorgi Denis, Sallaku Saimir, Sallaku Taulant, ecc.); (iv) questioni processuali relative all'ammissione degli appelli e alla completezza del fascicolo digitalizzato. Alcuni difensori hanno inoltre dedotto vizi relativi alla motivazione sulla responsabilità per specifici capi di imputazione e sul calcolo degli aumenti per continuazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha prevalso in gran parte sul merito degli appelli: - Accolti i ricorsi di Bejko Agim e Bejko Enkelejd limitatamente all'illegittimità della misura di sicurezza dell'espulsione (annullamento della disposizione di espulsione) in quanto era documentato che i ricorrenti sono cittadini italiani. - Accolto in parte il ricorso di Kruja Arian solo con riferimento all'espulsione (annullamento della misura di sicurezza) e inammissibile o infondato per il resto. - Inammissibili perché basati su motivi non consentiti o rinunciati: ricorsi di Gjoka Gledis, Shehi Mirand e Tusha Roland (motivazioni non deducibili dopo il patteggiamento/accordo in appello) e, per altri, inammissibili o rigettati per genericità o manifesta infondatezza (es. Brunelli Giampaolo, Romano Roberto). - Rigettati come infondati i ricorsi che sollevavano questioni di fatto o proponevano riletture alternative delle intercettazioni e della ricostruzione di merito (es. Giorgi Alessandro, Giorgi Denis, Sallaku Saimir, Sallaku Taulant); la Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito circa l'esistenza dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, la ripetitività dei reati-fine, la circolarità dei contatti, le basi logistiche e i ruoli dei partecipanti. Conseguenze provvisorie: nella maggior parte dei casi è stato rigettato il ricorso e condannati i ricorrenti al pagamento delle spese processuali (taluni anche al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende, commisurata in 3.000 euro quando previsto).
Norme richiamate
d.P.R. 309/1990 art. 86
La misura di sicurezza dell'espulsione è applicabile esclusivamente allo straniero; l'applicazione della misura ad un cittadino italiano è illegale e determina l'annullamento di tale statuizione
cod. proc. pen. art. 599-bis
Il giudizio di patteggiamento in appello limita la cognizione del giudice di legittimità: non sono deducibili in cassazione le doglianze relative a motivi rinunciati in appello (es. contestazioni sulle condizioni di proscioglimento ex art. 129 o su vizi di fatto già rinunciati)
d.P.R. 309/1990 art. 73 comma 5
La qualificazione del fatto come "lieve entità" richiede una valutazione globale di tutti gli indici indicati dalla norma; il dato ponderale da solo non è decisivo e può essere assorbito da altri elementi (prezzi, organizzazione, ripetitività)
d.P.R. 309/1990 art. 74
Per la configurazione dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti è sufficiente l'esistenza di un organismo stabile composto da almeno tre persone e l'accertamento di ruoli distinti, base logistiche, ripetitività dell'attività e circolarità di contatti; la prova può essere desunta anche dalla commissione ripetuta dei reati-fine e dalle modalità esecutive
cod. proc. pen. art. 129
Le cause di proscioglimento previste da art. 129 (es. cause estintive) non devono essere riesaminate dal giudice di appello che decide il patteggiamento; in cassazione le doglianze su dette questioni sono inammissibili se rinunciate in appello
cod. proc. pen. artt. 192 comma 2 e 533
Rinvocati in relazione ai vizî di motivazione; la Corte ricorda che l'interpretazione delle intercettazioni è questione di fatto riservata al giudice di merito e sindacabile in cassazione solo per manifesta illogicità
cod. pen. art. 81
Usato per spiegare i limiti all'aumento di pena per continuazione e che l'aumento complessivo, purché motivato e nei limiti di legge, consente la determinazione matematica dell'incremento per ciascun reato satellite
Massime di principio
- La misura di sicurezza dell'espulsione (art. 86 d.P.R. 309/90) è riservata agli stranieri: se risulta documentata la cittadinanza italiana del condannato la disposizione è illegittima e sarà annullata in Cassazione.
- Nei giudizi di patteggiamento in appello ex art. 599-bis cod. proc. pen. le doglianze rinunciate in appello (es. su proscioglimenti ex art. 129 o su nullità/inutilizzabilità delle prove non dedotte) sono inammissibili in cassazione; occorre quindi valutare tempestivamente e strategicamente quali questioni mantenere nell'impugnazione.
- Le contestazioni sulle intercettazioni e sulla loro interpretazione costituiscono valutazioni di merito riservate: la Cassazione sindaca tali valutazioni solo se la motivazione dei giudici di merito è manifestamente illogica o contraddittoria.
- Per ritenere il carattere di lieve entità ai sensi dell'art. 73 comma 5 DPR 309/90 è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli elementi (quantitativi, prezzi, ruolo nell'organizzazione, ripetitività); il dato ponderale isolato può non essere determinante.
- La configurabilità dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74) può essere desunta dalla ripetizione e dalla costanza di comportamenti, dalle basi logistiche, dai contatti e dalla ripartizione dei ruoli anche quando l'organizzazione sia semplice e composta da un numero limitato di persone.
- Le censure generiche o che ripropongono una lettura alternativa delle prove (senza dimostrare un vizio logico della motivazione) sono destinate al rigetto in cassazione: è necessario indicare con precisione il vizio di diritto o di motivazione manifestamente illogico.
- Se si contesta l'applicazione di aumenti per continuazione, occorre che la motivazione di merito sia specifica: la Corte può ritenere corretta la quantificazione purché l'aumento sia motivato e rientri nei limiti legali.
- In caso di decisioni che impongono misure di sicurezza (es. espulsione) il difensore deve fornire o verificare documentazione anagrafica che provi la cittadinanza per evitare l'applicazione illegittima della misura.
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