Sentenza del 23/06/2017 n. 1586 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana
Accertamento imposte - Atto impositivo emesso a chiusura di specifiche operazioni di verifiche compiute dall'Ufficio nel mancato rispetto del termine dilatorio di cui all'art. 12 della Legge 212/2000 - Illegittimità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente ha contestato la legittimità dell'avviso di accertamento emesso prima della scadenza del termine dilatorio di sessanta giorni previsto dall'art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000. Il termine decorre dalla consegna del processo verbale di chiusura delle operazioni di verifica svolte nei locali destinati all'attività del contribuente. La doglianza riguarda la violazione del diritto di quest'ultimo a presentare osservazioni e richieste prima dell'emanazione dell'atto, salvo la presenza di specifiche ragioni di urgenza.
La decisione
L'atto impositivo emesso ante tempus è stato ritenuto illegittimo, poiché il mancato rispetto del termine dilatorio determina di per sé l'invalidità dell'accertamento, salvo che l'Amministrazione dimostri specifiche ragioni di urgenza. Il termine tutela il pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale e i principi di collaborazione e buona fede tra Amministrazione e contribuente. Il principio si applica quando vi sia stato un processo verbale di constatazione redatto a chiusura di specifiche operazioni di accesso, ispezione o verifica nei locali dell'attività.
Norme richiamate
Art. 12, comma 7, legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)
Il termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento decorre dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni.
La violazione del termine di sessanta giorni comporta, salvo specifiche ragioni di urgenza, l'illegittimità dell'atto impositivo emesso prima della sua scadenza. La norma presuppone un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali destinati all'attività, conclusi con un processo verbale.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione svolge un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali dell'attività e redige un verbale di chiusura, deve normalmente attendere sessanta giorni prima di emettere l'avviso di accertamento.
- L'emissione dell'atto prima della scadenza del termine può determinarne l'illegittimità anche senza la necessità di dimostrare uno specifico pregiudizio subito dal contribuente.
- L'Amministrazione può derogare al termine soltanto in presenza di concrete e specifiche ragioni di urgenza, che devono risultare adeguatamente motivate.
- Il termine non si applica automaticamente a ogni attività istruttoria: occorre che vi siano state specifiche operazioni di accesso, ispezione o verifica nei locali dell'attività e un verbale conclusivo.
- Il termine serve a garantire il contraddittorio preventivo, consentendo al contribuente di presentare osservazioni e documenti prima dell'emanazione dell'atto impositivo.
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