Sentenza n. 7285/2026 - Roma, Sezione 2T
per l'annullamento -della Determinazione Dirigenziale CA/56419/2026 del 27/03/2026 notificata in data 30/03/2026 di “Decadenza della concessione O.S.P. permanente rilasciata con D.D. rep. n. CA/903/2018 prot. CA/51066/2018 a servizio dell'attività di somministrazione ubicata in Viale Giuseppe Mazzini nn. 159-161” con ordine di rimozione entro 7 giorni; -della nota prot. VR/2025/71885 del 22/12/2025, menzionata ma non comunicata; -della nota prot. CA/35458 del 27/02/2026; -della nota prot. CA/50556 del 20/03/2026; -di ogni altro atto, parere, nota sconosciuti alla ricorrente ed a questa ostativi
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decadenza dalla concessione permanente di occupazione di suolo pubblico, con ordine di rimozione entro sette giorni, e gli atti presupposti
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale il privato
La controversia
Le società ricorrenti hanno impugnato la determinazione dirigenziale con cui Roma Capitale aveva dichiarato la decadenza dalla concessione di occupazione permanente di suolo pubblico accessoria all'attività di somministrazione di alimenti e bevande, disponendo la rimozione entro sette giorni. Sono stati inoltre impugnati alcuni atti presupposti o connessi, tra cui una nota menzionata ma non comunicata. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha annullato in autotutela l'atto impugnato; le ricorrenti hanno quindi dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse, insistendo per la condanna dell'amministrazione alle spese sulla base della soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., dichiarando il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'amministrazione aveva annullato in autotutela l'atto impugnato. Ai fini della regolazione delle spese, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale, ritenendo Roma Capitale virtualmente soccombente: anche ove la presunta sospensione dell'attività avesse potuto giustificare l'adozione dell'atto, essa non avrebbe comunque avuto una durata almeno pari all'anno richiesto dall'art. 84 della legge regionale n. 22 del 2019. Le spese sono state compensate per metà in considerazione della pronta autotutela e, per la parte residua, poste a carico di Roma Capitale, con liquidazione complessiva di euro 750,00 oltre accessori.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione della causa con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti, quando ne ricorrono i presupposti.
art. 84 legge regionale n. 22 del 2019
Il giudice lo considera rilevante per valutare la legittimità sostanziale della decadenza fondata sulla presunta sospensione dell'attività, ritenendo comunque necessaria una durata della sospensione almeno pari a un anno.
Massime di principio
- Quando l'amministrazione annulla in autotutela l'atto impugnato, viene meno l'interesse attuale alla decisione di annullamento e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse non impedisce al giudice di valutare virtualmente la soccombenza ai fini delle spese di lite.
- In materia di decadenza da una concessione di occupazione di suolo pubblico fondata sulla sospensione dell'attività, la durata della sospensione deve raggiungere almeno il periodo minimo previsto dalla legge regionale applicabile; in mancanza, l'atto di decadenza è virtualmente illegittimo.
- La pronta adozione dell'autotutela può giustificare la compensazione parziale delle spese pur in presenza della soccombenza virtuale dell'amministrazione.
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