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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46180/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, stante la revoca del sequestro disposta dal GIP di Ancona nel frattempo intervenuta. Perciò non si è pronunciata nel merito delle questioni dedotte. È altresì precisato che, essendo la causa della cessazione dell'interesse non imputabile al ricorrente, non sussiste spazio per condanne alle spese o per il versamento alla Cassa delle ammende.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione, ai sensi dell'art. 322 bis c.p.p., avverso l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca parziale del sequestro preventivo disposto sul patrimonio dell'indagato (quattro immobili siti a Mondolfo, frazione Marotta, via Morandi n. 10, e un orologio Cartier modello Santos). Il ricorrente contestava, tra l'altro, l'errata applicazione e interpretazione dei presupposti della confisca per sproporzione (art. 240-bis c.p.), rilevando che il Tribunale avrebbe dovuto valutare la provenienza delle somme impiegate per le ristrutturazioni e la proporzione dell'acquisto dell'orologio rispetto alle risorse lecite. Inoltre deduceva violazioni del principio devolutivo e del divieto di introdurre nuovi documenti in sede di appello cautelare, nonché la necessità di limitare il sequestro alla sola quota corrispondente alla parte ritenuta di provenienza illecita.

Norme richiamate

  • art. 322-bis cod.proc.pen.

    Dispositivo che disciplina l'appello contro le ordinanze in materia di misure cautelari: il giudizio del rinvio è limitato ai motivi devoluti; la Corte e il Tribunale hanno richiamato il principio del limite devolutivo nell'ambito dell'impugnazione cautelare.

  • art. 321, comma 2, cod.proc.pen.

    Norma richiamata in relazione alla revoca del sequestro preventivo: disciplina gli effetti e le modalità del sequestro e della sua eventuale revoca; qui è contestata la decisione di non revocare/di non limitare il sequestro prima della successiva revoca intervenuta.

  • art. 240-bis cod.pen.

    Presunzione di sproporzione e confisca per equivalente: la questione centrale riguardava l'applicabilità della confisca per sproporzione rispetto alle risorse utilizzate per ristrutturazioni o acquisti (orologio). Il Tribunale ha valutato la sproporzione nel contesto probatorio a disposizione, ma la Cassazione non ha deciso il merito a causa della sopravvenuta revoca.

  • art. 85-bis d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma del testo unico sugli stupefacenti richiamata per il quadro normativo dell'indagine (reato di cui all'art. 73, comma 4 d.P.R. 309/1990): contestazione per fatti connessi al traffico di stupefacenti che ha giustificato il sequestro preventivo.

  • art. 73, comma 4, d.P.R. 309/1990

    Norma che descrive il reato contestato (traffico di stupefacenti) e giustifica l'adozione di misure cautelari e di sequestro nei confronti dell'indagato nell'ambito delle indagini.

  • art. 627, comma 3, cod.proc.pen.

    Articolo richiamato nei motivi di cassazione (norme sulla cassazione e limiti dell'impugnazione): i motivi del ricorso vertevano sulla presunta violazione di principi di diritto riconosciuti dalla Corte, in particolare sul corretto esercizio del limite devolutivo e sull'applicazione delle norme sulla confisca per sproporzione.

  • art. 125 cod.proc.pen.

    Richiamato con riferimento al vizio di motivazione: il ricorrente ha censurato la presunta motivazione apparente dell'ordinanza del Tribunale, lamentando l'omessa pronuncia su specifiche doglianze; tuttavia la Corte non ha affrontato il merito stante la cessazione della materia del contendere.

  • Sentenza Corte di Cassazione, Sez. 3, n. 14582 del 16.02.2023

    Precedente decisionale richiamato: ha specificato i limiti del giudizio del Tribunale in sede di appello cautelare (effetto devolutivo) e ha condotto al rinvio con indicazione di cui tenere conto; la discussione in cassazione verteva anche sul rispetto di quei principi da parte del Tribunale di Ancona.

Massime di principio

  • Se, nel corso del procedimento, il provvedimento impugnato viene revocato dal giudice competente, il ricorso per cassazione può diventare inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse; in tal caso il ricorrente non è considerato soccombente e non va condannato alle spese o alla Cassa per le ammende.
  • In materia di misure cautelari e sequestro preventivo l'appello ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p. è soggetto al principio devolutivo: il giudice del rinvio non può estendere la cognizione oltre i motivi di impugnazione, e non è tenuto a valutare documenti o elementi nuovi che non siano stati prodotti al primo giudice salvo che ricadano nei limiti della devoluzione.
  • Le deduzioni basate su elementi o documenti nuovi, non previamente prodotti al giudice che ha adottato la misura cautelare, devono normalmente essere presentate mediante nuova istanza (es. nuova richiesta di revoca) e non possono essere valutate in sede di appello cautelare se eccedono il compendio devoluto.
  • Quanto alla confisca per sproporzione (art. 240-bis c.p.), la valutazione della 'sproporzione' richiede un esame specifico della provenienza delle risorse impiegate: quando la presunzione si riferisce solo a una quota del bene (es. incremento di valore per ristrutturazioni), il sequestro/confisca dovrebbe essere, in linea di principio, limitato alla quota corrispondente al valore ritenuto di provenienza illecita.
  • La sopravvenuta revoca del sequestro fa venir meno l'interesse a proseguire l'impugnazione: se si ritiene che permangano questioni rilevanti di diritto, è comunque possibile riproporle con strumenti processuali idonei, ma non tramite ricorso ormai privo di interesse concreto.

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