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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7368/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Domanda di revisione della sentenza di condanna per l'omicidio di Gaetano Carollo (10/06/1987). Il ricorrente ha allegato nuove prove dichiarative (in particolare le dichiarazioni del collaboratore Salvatore Ferraro sul tipo di autovettura usata per prelevarlo all'aeroporto) e richieste di accertamenti tecnici genetico-forensi su reperti (proiettili e capelli) rinvenuti nel veicolo della vittima, sostenendo che tali elementi avrebbero smentito la dinamica dei viaggi e l'attribuzione della responsabilità e avrebbero inficiato la tenuta della sentenza di condanna.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che le dichiarazioni di Ferraro fossero contrassegnate da incertezza e pertanto non idonee a smentire il compendio probatorio già acquisito; ha escluso la rilevanza degli accertamenti tecnici richiesti, ritenendoli esplorativi e non tali da capovolgere il giudizio di colpevolezza (anche considerato che l'omicidio è stato commesso da due sicari). Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 634 cod. proc. pen.

    L'articolo disciplina i presupposti e le formalità per la revisione; la corte ha ritenuto che l'ordinanza impugnata non abbia violato tale norma in quanto ha valutato correttamente l'idoneità delle nuove prove.

  • Giurisprudenza - Sez. 5, n. 34515 del 18/06/2021 (Rv. 281772)

    Principio secondo cui, per ottenere la revisione, la prova nuova deve portare, in termini di ragionevole certezza, a dimostrare un fatto tale da mostrare che il compendio probatorio originario non è più in grado di sostenere la responsabilità penale oltre ogni ragionevole dubbio.

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 39516 del 27/06/2017 (Rv. 272690)

    Conferma che la prova nuova deve essere concretamente idonea a inficiare l'accertamento posto a base della condanna; prove palesemente inidonee non giustificano la riapertura del giudizio.

Massime di principio

  • Per ottenere la revisione serve una "prova nuova" che, in termini di ragionevole sicurezza, renda insostenibile il precedente compendio probatorio: mere ipotesi o indagini esplorative non sono sufficienti.
  • Dichiarazioni tardive o contraddittorie, specialmente se espresse con incertezze sul punto decisivo (es. tipo di veicolo), hanno scarso valore se confrontate con un quadro probatorio consolidato.
  • Richieste di accertamenti tecnici su reperti già presenti nel fascicolo, se non motivate da elementi concreti che ne mostrino la capacità di rivoluzionare i fatti, possono essere definite esplorative e non rilevanti ai fini della ammissibilità della revisione; tali accertamenti possono essere eventualmente richiesti al giudice dell'esecuzione come attività prodromica.
  • La presenza di più autori del reato riduce l'incidenza probatoria negativa della mancata attribuibilità di tracce biologiche o di impronte ad un singolo imputato: l'esito negativo di un test su un reperto non capovolge automaticamente la valutazione complessiva.
  • Se nel processo originario i testimoni oculari non riferirono contatto fisico o colluttazione, l'assenza di tracce biologiche che attestino il contatto non è di per sé decisiva a favore della difesa senza ulteriori elementi di riscontro.
  • Il giudizio di revisione valuta tanto la qualità quanto la rilevanza delle nuove prove rispetto ai fatti decisivi della condanna: ogni nuova acquisizione deve essere analizzata nella prospettiva della sua capacità di incidere sul convincimento giudiziale originario.

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