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Sentenza

Sentenza n. 1129/2026 - Catania, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento reso in data 12.12.2025 dal Comune di Francofonte avente-OMISSIS- protocollo d'uscita n. -OMISSIS- con cui si ingiunge alla ricorrente la demolizione di opere abusive realizzate presso il terreno censito al N.C.T. del Comune di Francofonte al foglio n. -OMISSIS- e di appropriazione di suolo pubblico con la chiusura di parte di -OMISSIS-, notificato in data 16.12.2025.

Giustizia amministrativa202600572

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di opere abusive realizzate su suolo pubblico, comprendenti l'occupazione di un tratto di strada comunale, manufatti destinati a officina meccanica e deposito, e opere di chiusura dell'area

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione deducendo violazione della legge n. 241/1990, violazione del diritto di difesa ed eccesso di potere. In particolare, ha sostenuto che la possibilità di difendersi fosse stata compromessa dal diniego o dalla mancata evasione, da parte del Comune, della richiesta di accesso agli atti amministrativi posti a fondamento dell'ordinanza, tra cui il verbale di sopralluogo, la relazione tecnica e il rilievo fotografico. La richiesta di accesso, presentata il 27 gennaio 2026, è stata contestata con autonomo ricorso ancora pendente. Il Comune ha eccepito l'irricevibilità del ricorso, rilevando che l'ordinanza era stata notificata il 16 dicembre 2025 e che il ricorso era stato notificato il 18 marzo 2026, oltre il termine decadenziale di sessanta giorni.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha dichiarato il ricorso irricevibile per tardività. L'ordinanza di demolizione risultava notificata il 16 dicembre 2025 nelle mani del marito convivente della ricorrente; in assenza di una prova idonea a contestare la regolarità della notificazione, da tale data decorreva il termine per proporre l'azione di annullamento. Il ricorso, notificato il 18 marzo 2026, è stato quindi ritenuto tardivo ai sensi degli artt. 29 e 41, comma 2, c.p.a. Il Collegio ha escluso che la richiesta di accesso agli atti potesse sospendere o differire il termine per impugnare l'ordinanza. Poiché il provvedimento era dettagliatamente motivato e consentiva di percepire le ragioni della demolizione, la destinataria avrebbe dovuto impugnarlo tempestivamente, eventualmente proponendo successivi motivi aggiunti dopo l'acquisizione degli ulteriori atti. La richiesta di accesso, peraltro, era stata presentata oltre un mese dopo la notificazione. Differire il dies a quo sino alla disponibilità degli atti richiesti avrebbe eluso il termine decadenziale e pregiudicato la stabilità dei rapporti giuridici. La ricorrente è stata condannata alle spese di lite, liquidate in euro 1.500, oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata quando ne ricorrono i presupposti, previo avviso alle parti.

  • art. 41, comma 2, c.p.a.

    qualora sia proposta azione di annullamento il ricorso deve essere notificato, a pena di decadenza, alla pubblica amministrazione che ha emesso l’atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati che sia individuato nell’atto stesso entro il termine previsto dalla legge, decorrente dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza

    Il termine per proporre l'azione di annullamento decorre dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza dell'atto; la notificazione tempestiva del ricorso è richiesta a pena di decadenza.

  • art. 29 c.p.a.

    Il ricorso per annullamento deve essere proposto entro il termine decadenziale di sessanta giorni dalla conoscenza legale dell'atto.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base normativa per l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La notificazione di un'ordinanza di demolizione fa decorrere il termine decadenziale per l'azione di annullamento quando il destinatario abbia acquisito la conoscenza legale del provvedimento; la contestazione della regolarità della notificazione richiede almeno un principio di prova.
  • La richiesta di accesso agli atti propedeutici o allegati a un provvedimento lesivo non sospende né differisce il termine per impugnarlo, quando il provvedimento sia sufficientemente motivato da rendere percepibili le ragioni della decisione amministrativa.
  • Il destinatario di un atto lesivo deve impugnarlo tempestivamente e può successivamente proporre motivi aggiunti dopo avere acquisito, mediante accesso, ulteriori documenti rilevanti; l'accesso non può essere utilizzato per procrastinare il dies a quo dell'impugnazione.
  • Il differimento della decorrenza del termine d'impugnazione fino al rilascio degli atti richiesti in accesso eluderebbe il termine decadenziale e comprometterebbe la stabilità dei rapporti giuridici.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini e notificazione del ricorsoAccesso documentale
RamiEdiliziaProcesso amministrativoAccesso e trasparenza
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrereTrasparenza e pubblicità

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