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Sentenza

Sentenza n. 179/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'annullamento della nota avente prot. -OMISSIS-, emessa dalla Prefettura dell’Aquila Area 1 – Ordine e sicurezza pubblica e tutela legalità territoriale, notificata in data 26.05.2023 riguardante il diniego dell’istanza di revoca del divieto di detenzione armi del Prefetto della Provincia dell’Aquila nr.-OMISSIS- Area 1 emesso il 29.03.2007 a carico del sig. -OMISSIS- -OMISSIS- (doc. nr. 3), che contestualmente si impugna così come qualsiasi altro atto presupposto, consequenziale, connesso, non ancora conosciuto comunque lesivo per il ricorrente.

Giustizia amministrativa202300246

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego prefettizio di revoca del divieto di detenzione di armi adottato nel 2007 e successivamente confermato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego con cui la Prefettura dell'Aquila aveva respinto l'istanza di revoca del divieto di detenzione di armi adottato nel 2007, deducendo violazione di legge ed eccesso di potere. A fondamento dell'istanza aveva invocato il lungo tempo trascorso e la definizione favorevole delle vicende giudiziarie che avevano originato il divieto: assoluzioni, prescrizione di alcuni reati, archiviazione di un procedimento e assenza di ulteriori risultanze negative. Il ricorrente contestava, in sostanza, l'insufficienza dell'istruttoria e della motivazione nonché l'illegittimità della conferma del divieto nonostante l'assenza di condanne definitive rilevanti. L'Amministrazione si è costituita chiedendo il rigetto e ha documentato l'istruttoria svolta, comprendente l'interlocuzione con il Comando provinciale dei Carabinieri, la Questura e ulteriori acquisizioni sulla condotta di vita dell'interessato.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che il decorso del tempo e la definizione, anche favorevole, dei procedimenti penali non imponessero la revoca del divieto e non rendessero illegittimo il diniego. In materia di detenzione di armi l'Amministrazione dispone di ampia discrezionalità preventiva nel valutare l'affidabilità del soggetto, senza che il richiedente vanti un diritto alla revoca o che l'assenza di precedenti penali determini automaticamente un giudizio favorevole. La prescrizione non equivale ad accertamento dell'innocenza nel merito e l'archiviazione non impedisce all'autorità amministrativa di considerare, sul piano storico e fattuale, la gravità degli episodi emersi. Il divieto può quindi essere confermato sulla base di una valutazione complessiva di inaffidabilità, anche per prevenire reati o eventi lesivi della pubblica sicurezza. Nel caso concreto l'istruttoria è stata ritenuta approfondita e completa, mentre la motivazione è stata giudicata coerente e logicamente adeguata. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 2.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma relativa alla contestazione penale in materia di stupefacenti, richiamata quale elemento del contesto fattuale considerato dall'Amministrazione.

  • art. 697 c.p.

    Norma relativa alla detenzione abusiva di armi, richiamata per descrivere il procedimento penale originato dal rinvenimento delle armi.

  • art. 531 c.p.p.

    Richiamato per la declaratoria di non doversi procedere per intervenuta prescrizione di alcuni reati.

  • art. 530 c.p.p.

    Richiamato per le assoluzioni pronunciate in relazione ad alcuni capi di imputazione.

  • art. 599 c.p.p.

    Richiamato per l'assoluzione pronunciata dalla Corte d'Appello in relazione al procedimento per detenzione illecita di una carabina ad aria compressa.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Il potere prefettizio di vietare o confermare il divieto di detenzione di armi è ampiamente discrezionale e ha natura preventiva, essendo diretto a prevenire reati e altri fatti lesivi della pubblica sicurezza.
  • Il richiedente non vanta un diritto alla revoca del divieto di detenzione di armi; la revoca presuppone un giudizio positivo, concreto e complessivo sulla sicura affidabilità personale dell'interessato.
  • L'assenza di precedenti penali, la prescrizione dei reati, l'assoluzione o l'archiviazione dei procedimenti non determinano automaticamente l'affidabilità del soggetto e non impediscono all'Amministrazione di valutare gli episodi sul piano storico e fattuale, ai fini della prevenzione.
  • Il decorso del tempo, considerato insieme alla definizione delle vicende giudiziarie, non è di per sé sufficiente a imporre la revoca del divieto quando l'Amministrazione abbia motivatamente escluso la formulazione di un giudizio prognostico positivo sull'affidabilità del richiedente.
  • Il diniego di revoca del divieto di detenzione di armi è legittimo quando sia preceduto da un'istruttoria completa, comprensiva dell'acquisizione di informazioni dalle autorità di pubblica sicurezza e sulla condotta di vita dell'interessato, e sia sostenuto da una motivazione coerente e logicamente adeguata.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaLicenze e autorizzazioni di poliziaMotivazione del provvedimento
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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